ARREDAMENTO

Balconi, terrazze e letteratura: le migliori citazioni letterarie

Nel corso dei mesi, abbiamo esaminato con la massima attenzione l’argomento balconi e terrazze, elementi architettonici che superano indenni i secoli e le tendenze adeguandosi, tanto in termini tecnologici che stilistici, a una necessità primaria dell’uomo: quella di individuare una zona di confine tra l’interno e l’esterno. Il balcone, o la terrazza, si fanno dunque strumenti attraverso i quali entrare in comunicazione con il mondo pur mantenendo inalterato il senso di sicurezza tipico delle mura domestiche.

Balconi che rassicurano, ispirano, affascinano e contribuiscono al sogno e alla meditazione, alla creatività e allo strutturarsi di idee e progetti, dunque. Parti del nostro quotidiano che hanno influito anche sull’opera di tanti artisti e letterati, tanto da aver trovato posto nelle loro composizioni nel corso della storia.

Abbiamo quindi selezionato per voi le migliori citazioni su balconi e terrazze: frasi, aforismi e pensieri che vi restituiranno appieno la rêverie di chi li ha concepiti.

Negli odorosi pomeriggi di maggio e massime nelle diafane notti dell’estate ardente, quando Palermo, ebbra degli intensi profumi della sua Conca, ferace e calda, sembra una languida odalisca, ammalata d’amore, dai balconi, aperti alla fresca brezza marina, suoni flebili e patetici di clavicembali si spandevano nell’aria fragrante o in una vasta terrazza signorile, imbalsamata dall’odore inebriante del gelsomino d’Arabia, una voce soave di donna, accompagnata da un tenue e lamentoso pizzicar di chitarra, cantava, nel dolce silenzio della notte stellata, una mesta cantilena siciliana, tutta singhiozzi e lacrime e sospiri.”

– Tratto da “La Vita e le Opere di Giovanni Meli”, pubblicato da Le Monnier, Firenze, 1934. L’autore è Alessio Di Giovanni, poeta e drammaturgo italiano (1872-1946), caratterizzato da una produzione prevalentemente in dialetto siciliano e da scenari che rispecchiano la popolazione del ciancianese tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

A prima vista è una casa come le altre. Ma se guardate bene vi accorgerete che nessuno mai entra o esce dal numero 23 di Leinster Gardens, a Londra, e nessuno compare mai alla finestra. La porta non ha campanello né buca per le lettere. Migliaia di persone passano ogni giorno davanti a questa strana casa senza accorgersi che è tutta una finzione. «La casa che non esiste» è stata costruita dalle Ferrovie metropolitane di Londra perché alcuni funzionari ritennero che fosse il sistema migliore di nascondere l’entrata di un tunnel della metropolitana senza guastare l’armonia architettonica della strada. Per questa ragione la facciata di una casa finta, anche se porte, balconi e finestre sono vere, fu sovrapposta a un muro di cemento.”

– Selezione del Reader’s Digest, marzo 1985. L’autore è Nino Lo Bello (1922-1997), scrittore e giornalista statunitense specializzato in scritti sul Vaticano e sulle arti per il New York Herald Tribune. Era conosciuto anche con lo pseudonimo di Walter Hoffman.

La memoria è un balcone da cui osservi in maniera critica il mondo”

– Estratto dall’intervento al Premio Sila ’49, 2014. L’autore è Luca Rastello, scrittore e giornalista italiano (1961-2015). Laureato in filosofia, è stato inviato di Diario, direttore di Narcomafie e collaboratore di Repubblica. È ricordato soprattutto per la sua attività nell’ambito della cooperazione internazionale.

Stamani mi sono levato alle ore 4’45 e mi sono messo al balcone della mia stanza per vedere l’alba sul’Etna. Il suo colore era argento e viola sopra un delicato rossore, che sembrava vermiglio di dentro. In vetta un diadema di neve, e sotto, la collana delle nubi. La grande altezza della montagna non appariva tale per via dei suoi morbidi e lunghi fianchi.”

– Citazione in Rina La Mesa, Scrittori Stranieri in Sicilia, edito da Cappelli, 1961. L’autore è BernardBerenson, storico dell’arte italiano e naturalizzato statunitense (1865-1959). È ritenuto l’autorità incontrastata nell’attribuzione di opere rinascimentali.

Là, dalle balaustre incantevoli di un balcone romanico o dalla soglia misteriosa di un portale gotico socchiuso, che fonde all’oscurità illuminata della chiesa il sole dormiente all’ombra dei grandi alberi che la circondano, noi dobbiamo continuare a vedere la processione che esce dall’ombra multicolore spiovente dagli alberi di pietra della navata e imbocca nella campagna, di tra le colonne tarchiate, sormontate da capitelli di fiori e frutti, quei sentieri dei quali si può dire, come il profeta diceva del Signore: “Tutti i suoi sentieri sono pace”

– Citazione di Marcel Proust, scrittore, saggista e critico letterario francese (1871-1922). La sua opera più nota è naturalmente il monumentale romanzo “Alla Ricerca del Tempo Perduto”, pubblicato in sette volumi tra il 1913 e il 1927.