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Balconi nel Mediterraneo: tra ambiente domestico e natura indomabile

Come abbiamo avuto modo di affrontare nei precedenti articoli sul tema, i balconi hanno avuto nel corso dei secoli un ruolo assai importante nello sviluppo e nella diversificazione delle culture. Allo stesso modo, hanno ricoperto una funzione fondamentale nell’arte, nell’architettura, nella storia e persino nella letteratura. Bellissimi e pratici, sono diffusi pressoché ovunque nel mondo – ma la loro evoluzione e il loro scopo, così come il loro design, si differenzia per ovvie ragioni a seconda della geografia.

Scopriremo oggi le peculiarità e le funzioni dei balconi nell’area del Mediterraneo, ossia in buona parte dell’Europa e dell’Africa, ma anche dell’Asia. I Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo sono effettivamente numerosi: non soltanto l’Italia, ma anche Spagna, Francia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia, Turchia, Cipro, Siria, Israele, Marocco, Algeria, Tunisia, Malta, Libia, Egitto, Libano…

Certamente, pretendere di svolgere un’esaustiva opera di analisi dei balconi nella storia di tutte queste nazioni è forse fuori luogo, tuttavia vale la pena illustrare come una sorta di cultura comune sia riuscita a condizionare le funzioni e, talvolta, persino l’architettura di questi manufatti.

Come sempre, il balcone non è che una piattaforma che, a partire da un edificio – ossia da un ambiente intimo, raccolto e protetto – si proietta verso l’esterno. Il design di queste costruzioni può essere assai diversificato, eppure alcuni dei più splendidi esempi di balconata si trovano proprio nelle antiche e affascinanti città che si affacciano sul Mediterraneo. Eleganti e intricate, le linee dei balconi europei si sono evolute assieme all’architettura del continente e, pur nel loro mutare, sembrano avere mantenuto intatta quella capacità innata di personalizzare la facciata degli edifici.

Il clima caldo e soleggiato dell’area mediterranea è, naturalmente, perfetto per i balconi. I residenti li utilizzano infatti per godere privatamente dello spazio aperto senza tuttavia abbandonare la loro abitazione oppure, in alternativa, per osservare il mondo. La Spagna è, ad esempio, una nazione in cui virtualmente ogni edificio – o quasi – sembra essere stato concepito e progettato per ospitare fulgidi esempi di balconi. Si pensi alla città andalusa di Granada, casa della splendida Alhambra che, da sola, vanta infiniti esempi di balconate in pietra o ferro battuto. Ma anche il resto della nazione è brulicante di spettacolari realizzazioni artistiche e architettoniche di grande valore, tanto negli edifici residenziali quanto in quelli commerciali o di hospitality.

Tuttavia, tornando all’Alhambra, questo splendido complesso palaziale andaluso risalente al nono secolo è letteralmente costellato di balconi costruiti a più riprese nel corso degli anni. Avremo dunque balaustre che si affacciano sui giardini d’acqua e che, così come i patii e i cortili, rappresentano un vero e proprio invito alla lentezza, alla quiete, al godimento dello splendore dell’architettura moresca che, condensata e quasi congelata nella “cittadella rossa” (ancora oggi l’opera più visitata di Spagna), sembra essere senza tempo. Il cosiddetto Patio della Griglia in Ferro Battuto è conosciuto per la decorazione sulla sua parete meridionale, datata 1655 e ispirata, guarda caso, proprio all’architettura dei balconi. Al suo interno non vi sono tuttavia residenti di specie umana ma appartenenti al mondo vegetale: cipressi centenari che circondano, mossi dal vento, un’antica fontana in pietra. Anche accanto alla Torre delle Dame, che si affaccia sui Giardini di Partal, vi è una semplice balconata che si protende da una delle tre case arabe costruite successivamente, e persino la Sala della Regina, erettta nel 1537, presenta un ampio balcone con vista spettacolare sui quartieri più storici della città.

Spostandoci verso Kalkan, sulla costa turca, noteremo strette strade fiancheggiate da antiche ville biancastre e da edifici storici; su ciascuno di essi sono ancora oggi presenti gli originali balconi lignei, greci e ottomani, avvolti in buganvillee di colori vivacissimi.

Se visiteremo poi le isole mediterranee di Malta e Gozo scopriremo che i balconi rappresentano una delle caratteristiche più identificative dell’intero paesaggio locale. I primi balconi aperti, costruiti interamente in pietra, hanno probabilmente origine medievale. Soltanto successivamente sono stati progettati quelli oggi considerati tradizionali, ossia chiusi e realizzati in legno. Si ritiene che, nel 1679, il balcone ad angolo del Palazzo del Gran Maestro a Valletta sia stato il primo ad essere chiuso con una struttura di legno e vetro. Quello che invece è certo è che la tradizione prese piede nei villaggi durante il XVIII secolo.

Nel 2007, i balconi ubiquitari maltesi e gozitani sono stati elevati nel loro status perché sono diventati addirittura protagonisti di una serie di francobolli emessi dall’Ufficio Filatelico di Maltapost che, in quel modo, intendeva illustrare lo sviluppo dell’iconica architettura dell’isola.

In definitiva, il fascino senza tempo dei balconi eretti in tutto il mondo continua, nonostante il passare delle epoche e delle mode, a solleticare la nostra immaginazione. Questi manufatti hanno sempre avuto e continuano ad avere molteplici scopi, ma uno tra tutti non muta mai: portare l’esterno all’interno, sia fisicamente che idealmente.