Nel nostro precedente articolo sulla riqualificazione dello splendido Palazzo Ferlendis a Lovere abbiamo avuto modo di parlarvi degli interventi di consolidamento strutturale che ci siamo trovati ad affrontare.

Come già ampiamente raccontato, il palazzo ha una lunga e preziosa storia alle spalle, dal momento che la sua costruzione risale ad oltre seicento anni fa. All’epoca, le strutture portanti verticali degli edifici venivano costruite quasi esclusivamente in muratura, mentre gli elementi orizzontali – ossia i solai interpiano e le coperture – erano fabbricati prevalentemente in legno.

Ciò di cui vi parleremo oggi sono proprio le opere lignee presenti all’interno di Palazzo Ferlendis, e gli interventi che noi di Schiavi Spa abbiamo messo in opera col fine ultimo di garantirne la messa in sicurezza e la solidità strutturale.

Come materiale da costruzione, è innegabile che il legno presenti svariati pregi ma, al contempo, anche un difetto che può dare vita a oggettive e importanti criticità: è meno resistente e durevole rispetto ad altri materiali, soprattutto se abbandonato a se stesso e non sottoposto a una costante e corretta manutenzione. In questo senso, l’incuria e il trascorrere del tempo sono i primi nemici del legno.

In Palazzo Ferlendis, il legno è stato impiegato per l’orditura principale e secondaria della copertura, oltre che per quasi tutti i solai ad eccezione di quelli al di sopra del pianterreno, che sono stati realizzati tramite volte in pietra.

Poiché il Palazzo ha un intrinseco e innegabile valore storico e culturale, sia in termini sociali che stilistici e costruttivi, abbiamo deciso, in accordo con la Soprintendenza dei Beni Culturali, di tutelare le opere lignee originali restaurandole e riportandole al loro antico splendore.

I solai sono stati quindi in buona parte restaurati e integrati con nuove componenti soltanto laddove la struttura preesistente presentasse l’impossibilità di un recupero in tutta sicurezza. Da un punto di vista meramente strutturale, abbiamo optato per il mantenimento del legno come puro elemento estetico: i carichi strutturali sono stati quindi trasferiti ai nuovi solai in laterocemento. In questo modo le antiche travi di castagno, finalmente sottoposte a un meritato recupero conservativo, hanno potuto ritrovare il loro meraviglioso aspetto originario senza rappresentare alcun rischio per i futuri inquilini.

Il risultato è un intervento sicuro dal punto di vista strutturale ma pienamente rispettoso del patrimonio artistico che ancora vive nell’immobile, e che include anche soffitti a cassettoni in legno originari, testimoni di un passato ricco di storia.

Si noti, in questo senso, quanta differenza intercorre tra la desolante condizione in cui sono state ritrovate le travi a sostegno del secondo piano e la bellezza oggettiva riportata alla luce dopo un attento e meticoloso intervento di recupero. Il passato così pieno di arte, storia e dedizione di Palazzo Ferlendis non merita di rimanere nascosto. Al contrario, deve essere restituito agli occhi di chi guarda, perché possano godere della sua bellezza senza tempo.