Cade proprio in questi giorni il quarto anniversario della morte del celebre architetto Rinaldo Scaioli, venuto a mancare nel gennaio del 2014 dopo una vita spesa al servizio dell’architettura – intesa come manifestazione tanto del funzionale quanto del “bello” nella sua concezione più ampia.

complesso-residenziale-turistico-sul-lago-garda-progettato-dallarch-rinaldo-scaioli Come è noto, l’architetto Scaioli ha sempre messo la propria competenza ed esperienza al servizio della collettività, non soltanto attraverso l’insegnamento (celebre è stata la sua lunga attività di docente alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano), ma anche con la realizzazione di svariati e sempre innovativi progetti pubblici e privati.

Ed è proprio della sua opera come progettista che vogliamo occuparci quest’anno, presentandovi con piacere un progetto che, dal 1962 al 1966, ha impegnato l’architetto nella realizzazione di uno splendido centro residenziale e turistico-alberghiero situato a Porto di Portese, sul Lago di Garda, a poca distanza da Salò.

L’intervento costruttivo, particolarmente interessante, prevedeva l’edificazione di unità per appartamenti collegate a una struttura comune che comprendeva non soltanto un vero e proprio albergo, un ristorante e uno snack bar per i bagnanti provenienti dalla vicina spiaggia, ma anche un locale notturno, una piscina destinata ai bambini, varia attrezzatura balneare, campi da tennis e persino un grazioso porticciolo.

Il progetto si inquadrava perfettamente nella vivacità culturale e nel boom economico tipico di quegli anni e si sviluppava su un’ampia striscia di terreno di circa 12mila metri quadrati, con un fronte lago di un’ottantina di metri. Il resto della superficie si addentrava invece all’interno di un pendio privo di vegetazione.

La costruzione dei tre edifici li vedeva scaglionati in profondità dal lago all’interno, senza alcuna sovrapposizione di visuale grazie alla peculiare disposizione altimetrica e planimetrica. Nella visione dell’architetto, gli edifici si alternavano in ampie zone verdi e fortemente piantumate, così da creare l’essenziale continuità tra manufatti urbani e natura circostante. Una tendenza oggi considerata normale e auspicata ma che, per l’epoca, poteva essere considerata quasi visionaria e certamente futurista.

La costruzione che si collocava più vicina al lago era quella che comprendeva l’albergo e i servizi generali, mentre le due successive erano relative a piccoli nuclei residenziali caratterizzati da una buona flessibilità d’uso.

Per quanto riguarda le camere dell’albergo, Scaioli le progettò prestando particolare attenzione a concept come vivibilità e usufruibilità, anche su spazi che potevano risultare limitati in termini dimensionali. Inoltre, i locali vennero tutti dotati di ampia loggia esterna così da garantire la migliore indipendenza visiva e, dunque, la privacy. La particolare morfologia delle camere e la loro aggregazione determinava il volume del primo edificio, integrato alla base dalla successione delle aree comuni condominiali e dai servizi, collocati a diretto contatto con la spiaggia.

Per quanto riguarda invece le unità situate a monte del centro residenziale e turistico-alberghiero, esse si definivano dall’aggregazione di nuclei caratterizzati, nuovamente, da una grande flessibilità d’uso dello spazio unitario. Il volume, articolato ma continuo, permetteva la loro unione laterale o trasversale determinando la particolare forma architettonica degli edifici.

Integrazione, fusione, comunicazione: concetti che, in questo progetto come nei precedenti che abbiamo esplorato con piacere nel corso degli ultimi quattro anni, da sempre hanno caratterizzato l’opera di un progettista capace di dare vita a soluzioni concretamente efficienti senza mai tralasciare la visione evolutiva di un futuro architettonico virtuoso e multidimensionale, orientato alla persona e che, con il tempo, si è effettivamente tramutato in un obiettivo reale per chiunque pratichi questa splendida professione.