Qual è la prospettiva dell’Italia per quanto riguarda l’edilizia circolare? Cosa aspettarsi dal 2020 in termini di edifici ecosostenibili e case green?

Quella dell’edilizia circolare è ormai da considerarsi una sfida improrogabile, che deve interessare tutti gli addetti ai lavori e che dovrà necessariamente comportare un importante cambio di mentalità. Si dovrà, in effetti, passare da una concezione dell’abitare che “domina” il territorio, e dunque il pianeta, a un’idea di convivenza e comunione con l’ambiente che ci circonda, con l’obiettivo finale di ridurre le emissioni inquinanti e lo spreco di risorse, e generare circoli “virtuosi” nell’edilizia che comportano l’ottimizzazione di ogni singola fase costruttiva.

Il fulcro dell’innovazione in edilizia passa da un maggiore rispetto dell’ambiente e dallo studio, costante e coordinato, di nuove soluzioni meno energivore e meno impattanti sulle risorse sempre più limitate del pianeta.

Edilizia circolare: un “must” anche per l’Unione Europea

Ricordiamo che, anche a livello legislativo, l’edilizia circolare è ormai più che una realtà assodata: la Direttiva UE 2008/98/CE ha già aperto la strada e prevede che, entro la fine del 2020, si raggiunga un obiettivo pari almeno al 70% del riciclo e riutilizzo dei rifiuti da costruzione e demolizione edilizia. Al contempo, tale approccio è ulteriormente implementato anche da una serie di leggi e decreti locali che interessano tutta la penisola.

Nel momento in cui scriviamo questo articolo, la situazione è comunque ancora migliorabile: la percentuale dei rifiuti edili effettivamente riciclata in Italia tocca infatti il 20%. Si tratta di un dato importante, specialmente se si considera che le attività costruttive, da sole, producono oltre il 41% di tutti i rifiuti speciali nel Paese, per un totale pari a quasi 58 milioni di tonnellate (questi i dati relativi all’ultimo Rapporto sui Rifiuti Speciali elaborato dal Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA).

Tale rapporto, ormai giunto alla sua diciottesima edizione, è, secondo l’ISPRA, “frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA, con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la Protezione dell’Ambiente, in attuazione di uno specifico compito istituzionale previsto dall’art.189 del d.lgs. n. 152/2006”.

I dati si riferiscono all’anno 2017 e sono relativi alla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, a livello nazionale e regionale, e per la gestione anche a livello provinciale, e all’import/export.

È altresì bene ricordare che non soltanto raggiungere i risultati previsti dalle nuove disposizioni in materia di costruzioni green rappresenta un imperativo assoluto, ma anche che le possibilità di sviluppo dell’economia circolare attraverso le innovazioni tecnologie in edilizia sono reali: le imprese che sapranno rispondere adeguatamente alla sfida del riuso e del riciclo dei materiali sono, in effetti, non soltanto destinate a sopravvivere al futuro, ma addirittura a definirlo, a “farlo”.

Edilizia circolare in Italia: necessario fare di più nel 2020

Lo scorso novembre, nel corso della World Green Building Week, si è tenuto a Milano un convegno sul tema promosso proprio da Green Building Council Italia.

L’obiettivo era sensibilizzare gli addetti ai lavori e gli utenti finali nei confronti di case green ed edifici ecosostenibili come ponte tra un passato energivoro e un futuro ecologico. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per tutti gli specialisti della filiera edile – dai costruttori ai produttori di materie prime, dai certificatori ai progettisti – per discutere delle nuove modalità di approccio ai sistemi produttivi, focalizzandoli sul concetto di riciclo che è tipico, in senso lato, della green economy.

C’è ancora tanto da fare, ha confermato il direttore di GBC Italia, Marco Caffi: “In Italia siamo agli inizi. Bisogna ricordare che l’edificio ha un processo di costruzione e assemblaggio dei materiali molto complesso, non sempre è industrializzato e ciò non permette di controllare tutte le fasi come succede nell’industria dell’automotive ad esempio. Tuttavia oggi abbiamo a disposizione degli strumenti, promossi anche da Green Buildign Council Italia, come i rating system, ossia i protocolli di certificazione della sostenibilità degli edifici, che aiutano a perseguire gli obiettivi di circolarità nel settore delle costruzioni.”

E tale è la direzione in cui muoversi, senza se e senza ma.