L’ARTE IN PRIMA PERSONA, NEWS

Kaori Kurihara. La forma segreta della vita

Sabino Maria Frassà. L’arte in prima persona
Nel panorama dell’arte contemporanea, pochi artisti riescono a unire con tanta naturalezza il mondo della natura a una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione come Kaori Kurihara. Le sue sculture in ceramica sembrano provenire da un universo parallelo: forme organiche, dettagli minuziosi e colori vibranti danno vita a opere che evocano meraviglia, scoperta e un profondo senso di vitalità.
Photo de famille 2025

Nata a Osaka nel 1987 e oggi residente in Francia, Kaori Kurihara si è affermata negli ultimi anni come una delle voci più originali dell’arte applicata contemporanea internazionale. La sua ricerca prende avvio dall’osservazione della natura, ma non si limita mai a rappresentarla. Frutti, fiori e organismi vegetali diventano il punto di partenza per un processo di trasformazione che conduce verso forme inedite, sospese tra memoria, immaginazione e possibilità.

Ogni opera è interamente realizzata dall’artista, che si rifiuta di avere assistenti, a mano, senza l’uso di stampi, attraverso un processo creativo che l’artista descrive come un dialogo continuo con la materia. Forma e colore non vengono imposti, ma emergono progressivamente durante il lavoro, come se fosse l’opera stessa a suggerire il proprio sviluppo. Per Kurihara, il fare artistico è prima di tutto un esercizio di ascolto: una ricerca dell’armonia che la natura esprime spontaneamente nelle proprie strutture e che l’artista reinterpreta attraverso il linguaggio della ceramica.

Nelle sue opere convivono precisione tecnica e libertà immaginativa, rigore formale e stupore. Il risultato è un universo poetico in cui la ceramica diventa un ponte tra il tangibile e il sognato, tra ciò che esiste e ciò che potrebbe esistere.

 

“Éphémères printanières” 2023
“Éphémères printanières” 2023

In questa nuova puntata de L’Arte in Prima Persona, Kaori Kurihara ci accompagna all’interno di una ricerca che, attraverso la ceramica, riflette su questioni ontologiche e universali. Tra forme vegetali immaginate, geometrie organiche e una sorprendente riflessione sull’assenza di volontà, emerge una visione del fare artistico inteso non come dominio sulla materia, ma come ascolto delle sue possibilità.

SMF: Hai lasciato il Giappone per Parigi: come mai?

Il mio trasferimento in Francia e il mio interesse per la ceramica francese sono due cose distinte. Da bambina, scoprii che il mio negozio preferito di bottoni e perline aveva origine in Francia, e da allora questo paese è diventato un luogo da sogno per me. Volevo poter fare ciò che amo nel paese che amo, ed è per questo che sono qui. Solo dopo il mio arrivo ho capito che la Francia, con il suo profondo apprezzamento per l’arte e la libertà di espressione individuale, era un luogo stimolante per intraprendere e sviluppare una carriera artistica. Qui l’arte è parte integrante della società e questo mi ha permesso di trovare il mio spazio e concentrarmi sulla creazione.

“Horloge printanière” 2023
“Horloge printanière” 2023
SMF: Le tue sculture ricordano elementi naturali, ma raramente raffigurano frutti o piante reali. Cosa ti spinge a creare queste forme ibride, sospese tra realtà e immaginazione?

Non mi interessa riprodurre fedelmente forme esistenti. Piuttosto che cercare di realizzare qualcosa il più possibile vicino a una forma reale, cerco di esplorare un confine misterioso tra ciò che esiste e ciò che non esiste nella memoria. Anche se una forma non esiste nella realtà, per me è importante creare la sensazione che abbia una presenza vitale, che trasmetta un senso di vita nel suo spazio.

SMF: Perché non rappresenti mai forme umane e animali?

Gli animali si muovono seguendo la propria volontà e non sono simmetrici rispetto a un punto, ma piuttosto rispetto a una linea. Le piante, invece, per quanto ne sappiamo, non agiscono secondo una volontà propria, ma sembrano svilupparsi rispettando un ordine naturale, crescendo in direzioni dettate dall’efficienza materiale e dall’ambiente che le circonda. La loro capacità di adattarsi e muoversi in modo efficiente è ciò che le rende vive, ed è da questo stato di vitalità che, a mio avviso, nasce la bellezza.

Photo de famille 2024
Photo de famille 2024
SMF: La bellezza nasce quindi da un’assenza di volontà?

Proprio come un attore incorpora la volontà di altri nel suo ruolo, credo che quando creiamo qualcosa in uno stato di coscienza privo di volontà personale, lasciando che la forma emerga naturalmente, possiamo generare oggetti che sembrano crescere in armonia con il loro ambiente, proprio come le piante. Naturalmente, il semplice fatto di riflettere su questo processo è già un atto intenzionale, quindi delle contraddizioni esistono sempre. Tuttavia, per me è essenziale cercare di mantenere questa assenza di volontà cosciente durante la creazione, ed è per questo che scelgo di non rappresentare gli animali.

SMF: Cosa raccontano le tue forme fantastiche?

Un sogno a occhi aperti. Da sempre, con il mio lavoro, desidero trasmettere la sensazione di qualcosa di vivo, attraversato da una propria energia vitale. Con le mie forme cerco di esprimere la meraviglia e il bagliore che si propaga dalla presenza del vivente. Così come avviene nella natura e nelle piante, desidero creare qualcosa di profondamente connesso a essa. Se il mio lavoro può diventare un elemento di serenità e conforto per qualcuno, questa sarebbe per me un’ulteriore fonte di gioia: far vivere un sogno.

“Haute couture botanique” 2024
“Haute couture botanique” 2024
SMF: Le tue sculture in ceramica sono incredibilmente dettagliate e raffinate. Potresti raccontarci di più sulla tua tecnica?

Per prima cosa, realizzo a mano la forma di base utilizzando la tecnica del colombino, poi preparo separatamente i piccoli elementi di dettaglio superficiale. Successivamente, li applico uno per uno per comporre il pezzo. Una volta eseguita la prima cottura del biscotto, applico i colori con ingobbi e smalti utilizzando un pennello. Dopo la cottura dello smalto, aggiungo la doratura e l’argentatura, completando l’opera con una terza cottura a temperatura più bassa. In ogni fase del processo, decido forma e colore ascoltando la “volontà del pezzo”. Seguo ciò che ho davanti a me, è l’opera stessa a guidarmi, ed è così che procedo.

“Fruit embaumant la nuit” 2024
“Fruit embaumant la nuit” 2024
SMF: Come hai sviluppato questo approccio alla ceramica?

L’impulso iniziale per creare questa serie è nato dal mio interesse per la forma del durian (ndr: un grande frutto tropicale originario del Sud-Est asiatico) quando ero studentessa. All’epoca, non capivo esattamente perché fossi attratta da certe forme, ma con il tempo ho realizzato che la mia attrazione era rivolta soprattutto alle strutture basate sulla sequenza di Fibonacci e la sezione aurea nella natura. Anche se il mio lavoro ha una forte componente visiva, il mio desiderio principale è creare quella sensazione estetica armoniosa che la natura mi trasmette, reinterpretandola a modo mio.

SMF: Quanto è importante il lavoro manuale in ogni fase della tua pratica?Realizzo tutta la produzione personalmente. Il lavoro manuale è fondamentale per me. I miei motivi traggono ispirazione dalla natura. In particolare, con le piante, sebbene molte foglie e petali ripetuti sembrino uguali, in realtà non ce ne sono mai due completamente identici. Credo che sia proprio questo a farli apparire così naturali ai miei occhi, ed è per questo che realizzo ogni pezzo a mano, senza usare stampi. Vivo seguendo un ritmo naturale e cerco di non imporre una volontà precisa quando realizzo parti ripetitive, in modo che emergano in modo spontaneo. Al momento non ho assistenti, perché voglio sentire questa dimensione del “naturale” direttamente nelle mie mani mentre creo.

Camélia dansant le matin” 2024
Camélia dansant le matin” 2024

L’intervista a Kaori Kurihara segna una nuova tappa di L’ARTE IN PRIMA PERSONA, progetto promosso da Cramum insieme a Schiavi SpA, con ideazione, concept e direzione creativa di Sabino Maria Frassà.

 

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