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Residenza Cadorna  
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SOMMA CENTER Somma lombardo, Via Vignola

In posizione centrale, alle spalle del Castello, nell'elegante contesto della Residenza Somma Center di Somma Lombardo, disponiamo di appartamenti e negozi di diversa metratura.
Questi spaziosi appartamenti vi consentiranno di disporre l'arredamento nel modo che più vi compiace, per creare una casa completamente personalizzata e fatta su misura per le vostre esigenze.
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CASCINA ROVAGNATI Casatenovo, Via Dante Alighieri

Vicino alle bellezze del Parco del Curone, con una visuale privilegiata su Montevecchia, l'antica Cascina Rovagnati è dotata di innovative soluzioni ecologiche, volte al miglior risparmio energetico possibile.
Ogni appartamento dispone di impianti di riscaldamento e raffrescamento con pannelli radianti a pavimento, impianto di deumidificazione, serramenti in legno massello con quadruplo vetro. I bagni dispongono di vasca o doccia e un sistema di riscaldamento dell'acqua che usufruisce di pannelli solari di ultima generazione.
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RESIDENZA ISOLA Cremella, Barzanò
Il complesso residenziale gode di certificazione energetica di classe B.
Ogni appartamento è dotato di impianto di riscaldamento e raffrescamento tramite pannelli radianti a pavimento; l'ausilio di pannelli solari aumenta la sostenibilità dei consumi energetici, con un notevole risparmio sul costo delle bollette.
In aggiunta, le stanze hanno a disposizione un impianto di deumidificazione e serramenti in legno massello con quadruplo vetro. Gli spaziosi bagni sono equipaggiati di vasca o doccia, godono di ottima illuminazione e aerazione.
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RESIDENZA ANTICA FORNACE Carnate, Via Fornace

Le nostre tante soluzioni d'interni mettono in luce come il fascino della Residenza emerga appieno sia con palette colori orientate al bianco e al minimalismo, sia alle nuances e alle tonalità più forti, osate, originali.
I materiali naturali come il legno esaltano appieno l'atmosfera di Residenza Antica Fornace: parquet, mobili e complementi d'arredo offrono calore, e sembrano avvolgere gli abitanti in un abbraccio familiare.
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Sette luoghi imperdibili nella città di Lecco Lecco è una città bellissima, sia dal punto di vista della collocazione geografica, sia da quello del clima, sia per quanto riguarda la qualità della vita: quasi un angolo di mondo a sé stante, permeato di una storia e una cultura antichissime e apprezzato in tutto il mondo per il suo fascino senza tempo. Incastonata tra lago e montagne, Lecco è a tutti gli effetti uno dei più amati gioielli lombardi. Se non hai mai visitato questa splendida città, ecco per te i nostri suggerimenti in merito a quelli che riteniamo essere i sette luoghi imperdibili che chi si trova in zona dovrebbe includere nella propria lista di destinazioni. 1. Il lungolago di Lecco Non importa in quale stagione dell’anno visiterai la città: il suo lungolago è sempre spettacolare, in ogni momento dell’anno. Abbraccia l’intera zona costiera di Lecco, da Santo Stefano fino al celebre Monumento ai Caduti, e ti permette di osservare da una posizione esclusiva spettacolari scorci panoramici sul lago e i monti circostanti. Se desideri goderti il lungolago in piena tranquillità, il nostro suggerimento è però di evitare i finesettimana, durante i quali la zona è particolarmente frequentata. 2. Il Ponte Azzone Visconti Chiamato anche Ponte Vecchio in virtù dei suoi settecento anni di storia, è stato il primo mai costruito nella città di Lecco. A commissionarlo fu l’allora duca di Milano Azzone Visconti perché perfetto per monitorare l’area che, dall’Adda, si muove verso la Valtellina. Inizialmente costituito da una struttura di otto arcate, alle cui estremità sorgevano torri difensive con tanto di ponte levatoio, castelletto con torre centrale e cappelletta privata, il Ponte Azzone Visconti è stato ampliato in termini di carreggiata nel corso del ventesimo secolo. Attualmente composto da undici arcate per contrastare con efficacia possibili fenomeni di acqua alta, è regolarmente sottoposto a interventi di valorizzazione culturale. 3. Il Palazzo delle Paure Collocato in pieno centro storico, in Piazza XX Settembre, il Palazzo delle Paure si affaccia su Piazza Cermenati e relativo lungolago ed è stato costruito all’inizio del Novecento, con uno stile eclettico-neomedievale che lo rende ancora oggi molto riconoscibile. Particolarmente degno di nota è il fatto che sia stato edificato in un tratto dell’antica cinta muraria del borgo fortificato. Oggi, il Palazzo delle Paure ospita le esposizioni temporanee cittadine al primo piano e, al secondo, la collezione permanente d’Arte Contemporanea del Sistema Museale Urbano Lecchese (Si.M.U.L) che include al proprio interno anche opere di importanti artisti locali come Gasparini, Vitali e Secomandi. Una curiosità: il nome “Palazzo delle Paure” deriva dall’iniziale destinazione d’uso dello stabile, un tempo utilizzato dai cittadini lecchesi per pagare le tasse. 4. Il Campanile Basilica di San Nicolò Alto quasi cento metri (96, per la precisione, proprio come il Big Ben londinese), è stato eretto su un torrione del Cinquecento che faceva parte delle mura medievali di Lecco. Il torrione circolare che, nel Cinquecento, era una base cannoniera era di proprietà dell’architetto lecchese Giuseppe Bovara, al cui nome sono legati altri edifici locali, come ad esempio il Teatro della Società. È inoltre importante notare che Il Campanile Basilica di San Nicolò non è in alcun modo coevo all’edificazione della basilica, poiché la torre campanaria originale risale al Quattrocento mentre il nuovo campanile è stato edificato soltanto a partire dal 1880. È ancora oggi possibile salire sul Campanile per osservare, in una spettacolare vista panoramica a trecentosessanta gradi, tutto il panorama circostante. 5. Il Museo Manzoniano Come visitare Lecco senza far tappa al Museo Manzoniano? D’altronde, è stato proprio Alessandro Manzoni a tessere le lodi di questo territorio nella sua celebre opera “I promessi sposi”, trasformando la città lombarda in una delle più famose d’Italia. Il Museo è al pianterreno di Villa Manzoni, l’edificio dove il futuro scrittore, all’epoca ragazzino, trascorreva le sue estati. Si trova nella frazione lecchese di Caleotto ed è una vera e propria casa-museo, nella quale sono stati conservati tutti gli arredi originali della famiglia Manzoni, a partire dalla culla di Alessandro. Al secondo piano della medesima casa-museo, troverai invece la Galleria Comunale d’Arte, parte del Polo Museale Manzoniano. 6. Il Planetario Il Planetario di Lecco si trova presso il polo museale di Palazzo Belgioioso, che pure merita una visita poiché include al proprio interno il Museo di Storia Naturale, il Museo Archeologico e il Museo Storico di Lecco. La gestione del Planetario è a opera del proprietario, il Comune di Lecco, in partnership con il Gruppo Astrofili Deep Space Lecco ed è considerata di massima eccellenza, tanto da essere un punto di riferimento nazionale. Al Planetario potrai osservare stelle, pianeti e Sole e imparare di più sui fondamenti dell’astronomia sferica, dai punti di equinozio e solstizio al cammino del Sole rispetto agli astri. 7. La Ciclabile Lecco-Olginate-Calolzio Se sei un amante delle gite in outdoor e degli sport di resistenza, il nostro consiglio è infine di percorrere la ciclopedonale che si sviluppa ad anello tra Lecco, Olginate e Calolzio lungo il fiume Adda. Rappresenta una vera e propria full immersion nella mutevole e versatile natura dell’area lecchese-brianzola, tra lunghi campi coltivati, sentieri, piccoli boschi, laghetti e angoli di verde pressoché incontaminato. Quali altri luoghi sono da non perdere, per un’ideale visita a Lecco e dintorni?
Le colline della Brianza: un patrimonio storico e naturale da tutelare Le limitazioni imposte nell’ultimo anno a seguito dell’emergenza sanitaria causata dal COVID-19 hanno spinto tutti a rivalutare la possibilità di fruire liberamente dell’outdoor e di muoversi senza troppe costrizioni nello spazio aperto, offrendo al contempo l’opportunità di osservare con occhi nuovi la natura che ci circonda. Ora che la stretta inizia finalmente ad allentarsi e la bella stagione è cominciata, è più che mai un piacere raccontare delle bellezze naturali e storiche di uno dei territori in cui operiamo da tanto tempo: la Brianza. Laghi, fiumi, colline, pianure, boschi: quest’area racchiusa tra diverse province lombarde (Milano, Monza, Lecco, Bergamo) è un concentrato di stimoli sensoriali difficili da dimenticare. La possibilità di organizzare tour e gite rilassanti è letteralmente a portata di mano per chiunque viva in zona, e offre la possibilità unica di spostarsi da immensi campi coltivati fino alle colline, crocevia verso i più titolati passi alpini. E anche chi ama la montagna trova suggestioni emotive e naturali molto forti in questi territori: un esempio fra tutti è Consonno, con i suoi dintorni boschivi e ciò che rimane della lussuosa Dolce Vita degli anni Cinquanta e Sessanta. Il cuore del patrimonio naturale brianzolo: il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone Il patrimonio naturale brianzolo si estende per almeno 100 chilometri, e il suo cuore è lo splendido Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Anche se tante delle cascine che si trovano al loro interno sono ormai abbandonate, osservarle è sufficiente per comprendere la loro importanza in termini di memoria storica del luogo. Quelli che oggi sono spesso soltanto ruderi di cui la natura si è riappropriata erano un tempo il vero centro della vita contadina, e sono quindi elementi culturali di altissimo valore, da conservare e tutelare con la massima attenzione. Oltre ai numerosi esempi di edilizia rurale presenti nel parco (come ad esempio le classiche cascine lombarde su due piani), è possibile individuare anche diversi edifici religiosi: tra questi, spiccano in particolare il Santuario della Beata Vergine del Carmelo, nello spettacolare borgo di Montevecchia, e il piccolo Santuario della Madonna del Sasso a Camsirago. E ancora, suggeriamo una visita alla chiesetta di San Bernardo, situata nel medesimo comune alle pendici del Monte San Genesio. Una passeggiata in montagna permetterà, tra l’altro di osservare panorami mozzafiato che spaziano dalla valle dell’Adda alle colline bergamasche, per arrivare ai laghi e alle cime prealpine. Montevecchia: perla della Brianza Montevecchia, va da sé, merita una menzione a parte. A partire dalla sua collocazione privilegiata, sulla cima di una collina, il piccolo borgo è diventato un punto di riferimento sul territorio sia in virtù delle sue spettacolari costruzioni che per la sua eccellente produzione vinicola. Tutt’attorno si estende il già citato Parco del Curone, non un’entità isolata dal resto quanto piuttosto un organismo vivo nel quale l’uomo opera in sinergia insieme alla natura, e i centri urbani si alternano alle aree ancora oggi destinate all’agricoltura, o semplicemente lasciate prosperare autonomamente. Quello qui proposto è solo un percorso suggestivo e quasi senza meta nelle bellezze della Brianza. Il nostro augurio è che tutti possano ora sperimentare il piacere di scoprirne, in piena libertà, i suoi angoli più nascosti.
L’architettura di domani è ispirata anche agli stilemi costruttivi lombardi Cosa ispirerà l’architettura di domani o, meglio ancora, quali sono le tendenze architettoniche attuali che permarranno anche nel prossimo futuro? Gli stilemi costruttivi lombardi, preziosa epitome di una fusione tra funzionalità ed estetica tradizionale, sembrano senza dubbio destinati a restare tanto che, non a caso, sono sempre più numerosi gli interventi di recupero di fabbricati rurali dismessi. L’obiettivo non è soltanto mantenere inalterato l’impatto visivo incredibilmente affascinante che è tipico di queste costruzioni, ma anche di dotarle delle tecnologie più moderne e performanti per incrementare “must” attuali come qualità dell’abitare e risparmio energetico. Il tutto, integrando gli edifici nel contesto paesaggistico nel quale sorgono. E anche laddove l’architettura preveda l’edificazione di nuove costruzioni, la tendenza è guardare e apprendere dal passato, quantomeno in termini di stile, distribuzione e ampiezza degli spazi interni, fruizione dei percorsi tra indoor e outdoor. Nuovamente, gli stilemi costruttivi lombardi tradizionali rappresentano un esempio importante da prendere come riferimento. Gli obiettivi dell’architettura “nuova” che guarda al passato La nuova architettura che si ispira al design tradizionale tipico dei cascinali fuori dalla città ha principi fondanti molto chiari: il rispetto della costruzione, espresso attraverso un’accurata ricerca e selezione dei materiali; il rispetto del paesaggio, tradotto nell’integrazione più adeguata dell’edificio nel contesto naturale; il rispetto delle esigenze contemporanee dell’abitare, che vede centrali e in stretta comunicazione sia l’uomo che la natura. In questo senso, il territorio in cui si costruisce andrà studiato e compreso con la massima attenzione, considerandolo esattamente per quello che è: non semplicemente un luogo in cui erigere un fabbricato, ma un sistema complesso e articolato, fatto di elementi fisici ma anche di relazioni spaziali, sociali, storiche, culturali, simboliche. In sintesi, il territorio è il risultato dell’opera non del singolo ma della comunità in cui il singolo opera, e come tale andrà gestito. Mantenere quindi elevato il livello di autenticità degli edifici che vanno a incastonarsi all’interno del paesaggio è condizione essenziale: la costruzione dovrà integrarsi e operare in sinergia con tutto ciò che la circonda, dagli edifici agricoli alle strade, dai campi ai corsi d’acqua. Per operare al meglio, il costruttore dovrà quindi necessariamente imparare a conoscere l’ambiente in cui desidera lavorare, non soltanto in termini concreti, ma anche di storia, cultura e significato simbolico. Soltanto in questo modo un nuovo edificio ispirato ai tradizionali stilemi lombardi sarà realmente in grado di integrarsi nel complesso intreccio stilistico, costruttivo e culturale che lo accoglie. Si tratta di un approccio che non può in alcun modo essere trasceso, poiché è il solo capace di creare il cosiddetto “senso del luogo”, ossia la percezione di riconoscere l’ambiente in cui si vive, sia in termini di paesaggi ordinari che eccezionali. Schiavi Spa, che da sempre riconosce il valore del territorio sia nei suoi beni materiali che immateriali, realizza da tempo opere in Lombardia tenendo presente proprio questa filosofia orientata all’assoluta valorizzazione e partecipazione al processo di conservazione dei luoghi. Gli esempi pratici disponibili in questo senso sono davvero numerosi, ma ne proponiamo due. Residenza Antica Fornace, a Carnate, è completamente immersa nel Parco del Molgora e sorge sulle ceneri dell’antica fornace di laterizi un tempo presente nell’area. Non è semplicemente una residenza, ma un vero e proprio borgo che reinterpreta gli stilemi architettonici tipicamente brianzoli senza, al contempo, trascendere dalla tecnologia più attuale: è infatti il primo in zona a essere interamente concepito per un concreto risparmio energetico. Cascina Rovagnati, a Casatenovo, sorge vicinissima allo splendido Parco del Curone e vanta una visuale privilegiata sul borgo di Montevecchia. Il progetto, eccezionale nella sua unicità, ha comportato la ricostruzione dell’antica cascina omonima, e dell’integrazione dell’elemento architettonico con le più innovative soluzioni tecnologiche, così da garantire agli abitanti un sensibile e reale risparmio energetico e un marcato rispetto per l’ambiente. Schiavi Spa è sempre disponibile per accompagnarti in una visita dedicata presso il cantiere di tuo interesse. Entra in contatto con i nostri professionisti per ricevere subito una consulenza sulle tue esigenze abitative.
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