Acquistare casa oppure vivere in affitto: un dubbio che affligge quotidianamente ogni giovane coppia, single o famiglia in Italia. La crisi economica che ha colpito il nostro Paese negli ultimi anni ha certamente influito in modo sensibile sulle nostre abitudini di acquisto, a prescindere dal prodotto e dal servizio. È facile dunque immaginare che la casa, bene primario e prezioso per eccellenza, sia stata anch’essa colpita dai dubbi e dai timori che continuano ad accompagnare i consumatori.

Nonostante l’idea generale sia che vivere in affitto sia ancora più conveniente che procedere all’acquisto di un’abitazione, Enzo Albanese, presidente della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari di Milano e Monza, è di parere assai diverso: “In genere, in Italia si è acquistata casa per avere una plusvalenza in uscita e non un rendimento. Tuttavia oggi, con l’inflazione a zero, dovremmo considerare il rendimento prima della plusvalenza. Se la proprietà immobiliare fosse pulita delle fiscalità connesse che vi gravano, potrebbe avere un elemento di rendimento interessante”.

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In buona sostanza, quello che Albanese sostiene è che acquistare casa potrebbe rappresentare tuttora un vero e proprio investimento, anche in un momento ancora delicato come quello attuale. E questo sebbene, per sua stessa ammissione, anche in Italia “la locazione è diventata sempre più importante e ancora lo sarà nei prossimi anni”.

Anche Mario Breglia, presidente dell’istituto di ricerche Scenari Immobiliari, tiene a precisare che sebbene l’affitto risulti ancora conveniente da un punto di vista prettamente teorico, a livello pratico le considerazioni da fare sono un po’ diverse.

“In Italia la casa ha avuto funzioni diverse. Primo: è una patrimonializzazione indispensabile per una banca. Se lavoro e ho una casa, posso chiedere un prestito in banca e le banche, nel nostro Paese, contano ancora molto. Secondo: è una forma di risparmio forzoso. In genere chi affitta spende di più di chi deve risarcire un mutuo, perciò che dopo vent’anni abbia i soldi per comprarsi la casa in cui abita è una proiezione solo teorica. Terzo: in Italia la casa è una ricchezza emotiva”.

Breglia sottolinea anche che, a livello statistico, gli italiani sembrano ancora molto orientati a possedere una casa, tanto da trascorrervi mediamente 18 anni della loro vita. A questo va poi sommato l’importantissimo fattore dell’attuale convenienza dei tassi.

In effetti, anche il pubblico sembra essersi accorto di quanto possa risultare vantaggioso chiedere un mutuo in questo momento: secondo il CRIF, che ha recentemente elaborato le 80 milioni di posizioni creditizie degli italiani all’interno dei propri database, già lo scorso anno si è registrato un aumento delle richieste di mutuo per l’acquisto di immobili in tutta Italia. Nello specifico, rispetto al 2015 le domande sono cresciute del 13,3%, ricollocandosi grossomodo al livello degli anni 2009 e 2010. Ciò che può invece ancora migliorare è la somma richiesta: 123,000 euro contro i 136,000 precedenti alla crisi.

Ai freddi numeri vanno poi sommate le importantissime discriminanti emotive che spingono i consumatori a scegliere un affitto piuttosto che un acquisto. Il concetto stesso dell’abitare è soggetto a infinite considerazioni individuali e dipendente da una serie incalcolabile di variabili – a partire dalla situazione lavorativa per arrivare a quella familiare, passando dall’età e dalle necessità e desideri personali, sino all’individuazione della casa giusta sotto il profilo logistico, estetico e funzionale. Tutti questi sono fattori difficilmente misurabili.

Va poi considerato lo scopo dell’investimento, nel caso in cui si decida di acquistare casa: se l’obiettivo è affittare l’abitazione oppure rivenderla in un secondo momento, le variabili da considerare sono prettamente legate al mercato.

Diversamente, se comprare casa significa viverci, sul piatto della bilancia finiscono le esigenze personali, emotive e familiari. In questo senso, finisce con l’aiutare il fatto che il mercato immobiliare stia finalmente mostrando cenni di ripresa, secondo gli ultimi dati ISTAT. Come già accennato, le compravendite immobiliari sono in aumento e le dinamiche di prezzo hanno fermato la discesa del settore. I tassi decisamente più bassi rispetto al passato con i quali gli istituti finanziari concedono i mutui sono infine uno dei dati più interessanti che stanno influendo in modo significativo sull’acquisto di una casa, sia nuova che ristrutturata.