Dal 1988, anno della sua inaugurazione, ospita partite di calcio e incontri di rugby così come concerti di star di rilevanza internazionale, abbracciando atleti, artisti e tifosi con le sue forme monumentali, sormontate da un’iconica tensostruttura.

Il prestigio degli eventi che si sono susseguiti al suo interno nel corso dei decenni, legato all’unicità del suo design tardo-brutalista – una rarità per gli edifici sportivi italiani – hanno reso il Brianteo uno degli stadi più conosciuti e riconoscibili nel nostro Paese.

Per riprendere le fila del progetto bisogna però fare un passo indietro e tornare al 1979: è infatti proprio a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta che ritroviamo la genesi dell’opera, di cui si festeggeranno i quarant’anni dalla posa della prima pietra il prossimo 13 novembre.

Prima che il Brianteo si stagliasse alla periferia di Monza dialogando con le architetture circostanti, a prendersi carico di tutta l’attività sportiva della città era il piccolo stadio dedicato a Gino Alfonso Sada. Tuttavia, le progressive carenze strutturali e igieniche rendevano l’edificio non più compatibile con le normative di sicurezza all’epoca richieste dalla pratica sportiva.

Era quindi necessario pensare più in grande e, non a caso, il progetto per il nuovo Stadio Brianteo si rivelò fin da subito particolarmente ambizioso: si trattava di dare vita a un centro polisportivo moderno, in grado di soddisfare le esigenze diverse di varie discipline sportive. Ecco dunque comparire a disegno, già dalle primissime fasi di progettazione dell’opera, il campo di calcio, la pista di contorno e vari tracciati come primo intervento di una più ampia struttura pubblica polivalente per l’esercizio di discipline destinate a un largo pubblico.

L’area scelta per la costruzione dello stadio fu fin da subito periferica, collocata sul lato nord di viale Sicilia e in corrispondenza dell’incrocio con il prolungamento della grande Via delle Industrie.

La delibera per il progetto, datata 31 maggio 1979, segnò l’inizio di un triennio di revisioni e integrazioni necessarie a incontrare le esigenze del territorio, che erano duplici: da un lato, la necessità di poter contare su una struttura tecnologicamente evoluta; dall’altro, quella di arricchire lo skyline monzese con un elemento architettonico capace di integrarsi in modo armonioso con il paesaggio circostante.  

Schiavi Spa al centro delle opere di costruzione del nuovo Stadio Brianteo

Nel giugno del 1982 le opere di costruzione del nuovo Stadio Brianteo vennero affidate a Schiavi Spa, storica impresa di costruzioni di Bossico, che si aggiudicò la gara d’appalto per la realizzazione di una struttura monumentale nelle dimensioni e particolarmente complessa in termini esecutivi.

La ragione di tale complessità era da ricercarsi nell’esigenza di integrare i lavori originariamente a progetto con interventi ulteriori, tutti approvati in corso d’opera dal Consiglio Comunale monzese. Tra questi figuravano una cabina elettrica richiesta dall’ENEL, nuove biglietterie nell’area sud-est, magazzini e depositi sotto la tribuna popolare, e soprattutto la copertura della tribuna principale, che doveva garantire massima protezione ma anche ottima visibilità.

Ed è proprio quest’ultima destinata a diventare il vero “fiore all’occhiellodel nascente Brianteo.

Schiavi Spa iniziò l’assemblaggio della tensostruttura nell’aprile del 1988 realizzando un complesso sistema di sostegni, ancoraggi e ponteggi talmente solido e resistente da sostenere il peso dell’intera struttura da installare – pari a circa 2 tonnellate al metro quadrato.

La copertura realizzata era (ed è tuttora) gigantesca, avveniristica, progettata con cura per sopportare un sovraccarico di 150 kg/mq: una precauzione strutturale che si rese necessaria a seguito della grande nevicata del 1985 e che richiese il raddoppio delle funi stabilizzanti e delle aste di regolazione, a cui seguì inevitabilmente anche un incremento del peso di tralicci, travi e cassoni.

Realizzati con perizia e attenzione tutti gli aggiornamenti strutturali richiesti in itinere, Schiavi Spa consegnò puntualmente l’opera finita il 12 novembre 1988.

È questa la data che segna davvero l’inizio di una storia straordinaria.