Un futuro in cui l’uomo torna a ricercare – e a trovare – la propria connessione con la natura, dopo decenni che hanno visto centrale l’attenzione sui centri più iper-urbanizzati: sembra essere questa la tendenza del lifestyle post-Coronavirus e, naturalmente, tale trend si riverbera anche nella scelta di location e abitazioni.

Nella Regione Lombardia, perfetto esempio di sinergia tra metropoli e contesti naturali ancora parzialmente incontaminati, tale direttrice trova ora una destinazione in Brianza, il cui futuro ambientale si compone anche di tre nuovi parchi dell’acqua.

È infatti notizia dello scorso febbraio del termine, entro la fine dell’estate, della creazione del Parco dell’Acqua ad Arcore, in via Monte Bianco. Il progetto, firmato Brianzaque, non è però l’unico a interessare il territorio: si preannuncia infatti anche la nascita di un secondo parco dell’acqua tra Bernareggio e Carnate e di un terzo tra Sulbiate e Aicurzio.

Il Parco dell’Acqua di Arcore

Il Parco dell’Acqua di Arcore rappresenta il progetto pilota dell’intera iniziativa, e il cantiere ormai in fase di conclusione occupa un ettaro di terreno a carattere agricolo tra via Gran Sasso e via Monte Bianco, proprio all’interno del Parco della Valle del Lambro.

L’acqua piovana verrà quindi incanalata con tratti a cielo aperto verso un bacino di infiltrazione piantumato con specie vegetali igrofile, in grado di accogliere, accumulare e disperdere l’acqua.

Il prato verde è inoltre percorribile e cuore di un’analoga infrastruttura a godimento della cittadinanza: il laghetto, i percorsi pedonali, gli orti comuni, i sentieri – rigorosamente integrati con le aree picnic e le piste ciclabili già presenti nella zona. Il tutto, decorato e arricchito da filari, distese erbose, alberi solitari e da elementi d’arredo urbano realizzati con materiali naturali e riciclabili.

Integrazione virtuosa tra uomo e natura: la Brianza diventa un esempio nazionale

I tre nuovi parchi dell’acqua che presto sorgeranno in Brianza rendono il territorio lombardo non soltanto un esempio da imitare a livello regionale, ma addirittura nazionale. Il progetto, in effetti, è considerato così importante da essere stato oggetto di una presentazione dedicata a cui hanno preso parte i sindaci delle cittadine interessate, oltre che il presidente di Brianzacque Enrico Boerci con il suo team di ingegneri e architetti.

È importante sottolineare che uno degli obiettivi dei tre nuovi parchi dell’acqua brianzoli è il contrasto alle alluvioni, ormai sempre più frequenti sul territorio. In tal senso, è stato quindi previsto lo sviluppo di apposite vasche di laminazione (conosciute anche con il nome di “vasche volano”) e la loro trasformazione in applicazioni con importante valenza sociale ed ecologica.

Essenzialmente, ci troviamo di fronte a vere e proprie infrastrutture green, che da un lato contengono le acque piovane evitando il danneggiamento delle opere urbane, e dall’altra rendono più fruibili e gradevoli i luoghi, valorizzandoli dal punto di vista ambientale.

L’acqua piovana risultato delle alluvioni che, lasciata ingestita, diventerebbe un pericolo per la popolazione, si trasforma quindi in una risorsa preziosa da riutilizzare, trasformare e rigenerare a beneficio del territorio.

In considerazione di queste importanti premesse e degli obiettivi ambiziosi del progetto, i parchi dell’acqua brianzoli sono dunque veri e propri progetti adattivi che rispondono alle esigenze di contrasto al cambiamento climatico.

Commenta in tal senso Andreas Kipar, CEO di Land, che collabora con Brianzaque al progetto: “In linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e di sviluppo sostenibile promossi dal new green deal, il parco presenta un sistema di soluzioni integrate per la regimazione delle acque, la riqualificazione del sistema ambientale e la valorizzazione del tessuto sociale, verso l’auspicato patto tra Uomo e Natura.”

Gli fa eco il presidente e AD di Brianzaque, Boerci: “Il Parco dell’Acqua è espressione di una sintesi che concilia il superamento del problema degli allagamenti con la valorizzazione dell’acqua e di aree verdi e che ha riverberi positivi sul territorio e sulla socialità delle persone per una miglior qualità della vita. Crediamo fortemente nell’importanza e nella strategicità di queste opere dalle forti implicazioni ecologiche, sociali, culturali ed economiche. Per questo, contiamo di “replicarle” in altri comuni della Brianza. Un modello virtuoso, esportabile anche altrove.”

I tre progetti relativi ai parchi dell’acqua brianzoli sono tutti cofinanziati da Regione Lombardia.