Arriva un momento, nella vita di tutte le famiglie, in cui i figli sono ormai adulti e possono iniziare a pensare di uscire di casa e cercare una sistemazione tutta per loro. È il momento in cui, diventati grandi, sono tecnicamente in grado di provvedere a loro stessi ma decidono di rimanere a vivere comunque con mamma e papà.

È importante che i genitori comprendano che i figli dovrebbero essere lasciati liberi di camminare con le loro gambe e di individuare la loro strada in autonomia, di maturare una serena indipendenza economica ma soprattutto emotiva dalla famiglia di origine. In questo modo, il rapporto con mamma e papà in fase adulta si rivelerà maturo, equilibrato e nutriente per tutte le parti coinvolte.

Aiutare i figli ad uscire di casa significa dare il via a una vera e propria ristrutturazione familiare, che va inquadrata nell’ambito di un continuo e più articolato processo di separazione che inizia già dal primo sviluppo infantile e che, in qualche modo, raggiunge il suo apice nel momento in cui i giovani adulti “spiccano il volo” abbandonando il nido familiare.

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Al di là delle considerazioni pratiche che comportano la ricerca di un appartamento per i figli, o il riadattamento di quelle che fino a quel momento sono state le loro camerette, è essenziale prima di tutto comprendere che aiutare i figli a uscire di casa ha un impatto psicologico sull’intera famiglia, nonché un grande significato simbolico. Ecco perché affrontare questo passaggio della vita con la massima serenità è fondamentale.

Accettare ogni emozione, viverla fino in fondo e ricordare sempre che la vita non è mai immobile ma piuttosto una costante evoluzione ci aiuterà a capire che l’ansia e la tristezza che potrebbero accompagnare questo momento saranno soltanto temporanee.

I figli che faticano a lasciare la casa dei genitori possono agire in questo modo per diversi motivi. In alcuni casi, ci troviamo di fronte a un fortissimo attaccamento emotivo verso mamma e papà; in altri, a una correlazione tra basso reddito, crisi economica, insicurezza lavorativa e oggettiva comodità data dal poter continuare a vivere nella casa di famiglia.

C’è però anche il rovescio della medaglia, che dovrebbe portare a una riflessione sul perché, ad un certo punto, diventi così essenziale che i genitori aiutino i figli ad uscire di casa: non lasciare il nido una volta diventati adulti può infatti dare vita a un impatto negativo nella relazione tra queste due parti. Tensioni, frustrazioni, insofferenze dei figli che sono in qualche modo costretti a dipendere da mamma e papà rischiano di sfogarsi con atteggiamenti di pretesa o di contrasto. Per contro, anche i genitori potrebbero sentirsi frustrati di doversi occupare ancora di un figlio ormai adulto e di non poter, invece, sfruttare il loro tempo libero in modi che riterrebbero più consoni ai loro desideri ed esigenze. E che, peraltro, sono nel loro assoluto diritto.

Per aiutare i vostri figli ad uscire di casa e incoraggiarli a muovere questo passo, è essenziale prima di tutto fare una valutazione obiettiva della situazione, che tenga in considerazione le ragioni oggettive per cui sarebbe importante trovare una nuova sistemazione. Privacy, maggiore libertà economica e di tempo sono, generalmente, alcune delle motivazioni più addotte.

Ricordate poi ai vostri figli che possiedono tutte le risorse materiali, economiche ed emotive per prendersi la loro completa indipendenza, ma anche che la rete di sostegno rappresentata dalla famiglia di origine sarà sempre presente.

Nel caso in cui possiate permettervelo, potrete poi decidere di supportare i figli da un punto di vista economico sia durante il trasferimento che per i primi mesi successivi al trasloco nella nuova sistemazione. Contestualmente, potete anche aiutarli a cercare un nuovo appartamento. Questo tipo di approccio offre il vantaggio essenziale di rendere graduale il distacco e di far sentire la vostra vicinanza ai figli, sotto ogni punto di vista.

Parlare apertamente con loro, comprenderne paure, aspettative e desideri è un altro fattore molto importante al momento dell’uscita di casa, tanto quanto giungere a un accordo o a un compromesso: cosa si aspetta vostro figlio dal suo futuro? Cosa desidera dal suo domani? Cosa potete fare per lui? Ascoltatelo, sostenetelo, supportatelo e rassicuratelo.

E continuate a rendere disponibile la lavatrice di casa finché non avrà imparato a fare il bucato correttamente. Sono i piccoli gesti a tenere unite le famiglie!