Dopo i ben noti esodi dalle campagne alle grandi città che hanno caratterizzato soprattutto il secondo dopoguerra, la provincia italiana – nella sua totalità – sembra essere finalmente tornata in cima al gradimento degli abitanti.

Ma perché le persone – in senso trasversale, dai single alle famiglie con bambini, dai giovani ai pensionati, dagli uomini alle donne – sembrano preferire il “quieto vivere” tipico delle cittadine e dei paesi che si accostano ai grandi centri urbani e non più le metropoli?

Schiavi S.p.A test località brianzola

I motivi di questo cambio di rotta sono molteplici e vanno indagati in diverse direzioni.

Prima di tutto, vivere in provincia permette di godere di molti dei vantaggi della metropoli senza però rimanerne invischiati. Una collocazione strategica a poca distanza dalla grandi città mette infatti in condizione di poter raggiungere i centri urbani più vibranti in tempi relativamente brevi, respirarne la vitalità costante, sfruttarne i vantaggi professionali e sociali ma, al contempo, anche di tornare rapidamente nella quiete della propria cittadina, non appena lo si desidera. Non stupisce infatti scoprire che, sempre più, anche famiglie o single che lavorano stabilmente nelle grandi città decidano di acquistare casa in provincia, preferendo fare la “spola” quotidianamente tra posto di lavoro e abitazione piuttosto che non potersi mai allontanare dalla metropoli.

Per chi ha sempre vissuto nelle grandi città, spostarsi in provincia potrebbe almeno inizialmente portare con sé un effetto vagamente straniante, come quando si impara a nuotare e, dopo essere stati a lungo vicino alla riga, si comincia a prendere il largo, arrivando dove non si tocca. Nelle piccole comunità di provincia ci si sente spesso accolti a accettati, inclusi all’interno di un microcosmo dal sapore molto diverso dalla frenesia delle metropoli più popolose che, per forza di cose, tendono a diventare sempre più impersonali.

Possiamo dunque affermare che il fattore umano è uno dei motivi che spingono sempre più abitanti a favorire la provincia, con i suoi ritmi più lenti, i suoi silenzi più marcati, le sue routine e abitudini che sembrano inaccessibili e immutabili nonostante il trascorrere del tempo.

La bellezza “mignon” della vita in provincia, tuttavia, si apre paradossalmente all’infinito in termini di spazi vitali: diversamente dalle strade fitte di auto e palazzi tipiche della grande città, e costantemente affollate, le piccole comunità concedono maggiore respiro alle loro costruzioni, offrendo la possibilità di ampi giardini, grandi balconi spesso affacciati su splendidi paesaggi, e ovviamente un minore transito di persone e mezzi.

Ecco dunque entrare in scena l’altro grande protagonista del vivere in provincia: la necessità di ritrovare un maggiore contatto con la natura. Questa esigenza non è nulla di nuovo: al contrario, si è fatta sempre più marcata nel corso degli ultimi dieci anni, tanto da aver raggiunto e condizionato fortemente persino settori di trendsetting del vivere quotidiano come l’architettura, l’ingegneria, l’edilizia, l’interior design, il tessile e via discorrendo. Al di fuori delle aree urbane, i colori naturali sembrano riprendere il sopravvento, l’aria è più pulita, si riscopre il fascino materico tipico della vegetazione, delle rocce, dei corsi d’acqua, si ha la fortuna di incappare talvolta persino in eleganti, maestosi e ormai rari animali selvatici. In un inevitabile ritorno alle origini, anche la nostra memoria genetica e cellulare compie quel balzo indietro che, al contempo, è anche un balzo in avanti perché ritrova il cuore della nostra identità ed essenza in una maggiore comunicazione con la natura.

Lontano dall’artificiale, sempre più vicino al naturale: vivere in provincia migliora la qualità dell’esistenza, migliora i rapporti sociali, diminuisce lo stress, permette di abitare in un ambiente meno inquinato e più vicino al cuore delle cose.

Un’ultima curiosità: secondo un recente studio condotto dall’Istituto Erich Fromm di Prato, chi vive in provincia si ritiene più felice del 77% rispetto a chi vive in città, perché percepisce di abitare in luogo meno costoso, più tranquillo, meno inquinato e più sereno. Addirittura l’80% delle persone che si sono trasferite in provincia riferiscono di non avere alcuna intenzione di tornare a vivere nelle grandi città, avendo perso completamente l’interesse per i loro ritmi sfrenati, l’alto tasso di inquinamento acustico e ambientale e l’assenza di “bellezza verde”.

Perché non pensarci? Il futuro dovrebbe essere all’insegna di una pacifica serenità, non certo di un caos costante dal quale sembra impossibile fuggire.