Lecco, Bergamo e Monza e Brianza sono tre tra le più gettonate province lombarde per qualità della vita, e questa è solamente una delle ragioni che spingono sempre più abitanti a cercare casa in questi territori in cui cultura, storia, architettura e servizi operano, ormai da tempo, in perfetta sinergia.

In generale, il grande numero di studi condotti in modo periodico in tutta Italia col fine ultimo di stabilire il grado di soddisfazione degli abitanti dei vari centri abitati si concentra essenzialmente su alcuni fattori capaci di condizionare in modo massiccio il gradimento di un territorio. I fattori che rendono gli abitanti felici di vivere in un determinato centro urbano sono i consueti: la qualità dei servizi offerti, l’assenza di criminalità, l’offerta di lavoro, la ricchezza di offerte turistiche, la proposta di servizi per il tempo libero, la purezza dell’aria e del territorio. Non sorprende dunque scoprire che Lecco, Bergamo e Monza e Brianza siano tre province tanto apprezzate, poiché ciascuna di esse è preceduta da un’eccellente reputazione in tutti gli ambiti che abbiamo appena elencato.

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Per quanto riguarda Lecco, la città collocata su “quel ramo del lago di Como” tanto cara ad Alessandro Manzoni è stata insignita nel 2014 del titolo di luogo più felice d’Italia. Come mai? Secondo una ricerca condotta dagli psicologi dell’Istituto Erich Fromm di Prato, chi vive sulle sponde del Lario è molto più contento di chiunque altro.

In pratica, Lecco sarebbe la provincia italiana in cui si sorride di più secondo “l’indice di felicità” progettato dai ricercatori e che, su una scala di valori da 1 a 100, ha permesso di valutare il grado di “contentezza abitativa” dei cittadini di ben 110 province italiane. I lecchesi si sono piazzati al primo posto, e la ragione è da ricercarsi nella qualità della vita che si sperimenta nei loro territori, assieme a quella dei rapporti umani e interpersonali e alla purezza dell’aria, garantita sia dal Lario che dalle montagne circostanti.

Ciò che è ancor più interessante è che, nell’ambito della medesima ricerca, è stata posta una domanda molto specifica agli intervistati. Ne parla uno degli studiosi coinvolti, il dottor Ezio Benelli, direttore dell’Istituto Fromm: “Oltre ai risultati sopra esposti, dati dall’elaborazione del questionario, abbiamo cercato nell’intervista di sondare come le persone vivevano dal punto di vista psicologico la possibilità che le Province venissero abolite. Un dato inaspettato è stato quello di cogliere nella maggioranza delle persone una sensazione di lutto e di perdita, come se le infrastrutture delle Province, da sempre presenti, potessero avere un effetto rassicurante, soprattutto per quanto riguarda la scuola e la viabilità, elementi importanti per la scolarizzazione dei figli e per la sicurezza stradale negli spostamenti dei pendolari e del tempo libero”.

Così come Lecco, anche Bergamo e tutta la sua provincia sono sempre più apprezzate e ricercate da cittadini che desiderano allontanarsi dalla caotica Milano senza, tuttavia, rimanervi troppo distanti. Il primo vantaggio di un trasferimento a Bergamo è, infatti, la sua vicinanza con la grande metropoli meneghina: ecco dunque che vivere a Bergamo è, in certo senso, come vivere Milano senza però tutti i suoi svantaggi, e permette di usufruire delle innegabili qualità di Milano soltanto quando se ne ha davvero bisogno. La bellezza innegabile e senza tempo di Città Alta e dell’intera provincia bergamasca è un’altra delle attrattive irrinunciabili che spinge a trasferirsi su questo territorio dal fascino davvero imponente, che si snoda tra pianure, colline e montagne.

Bergamo e la sua provincia sono anche decisamente meno inquinate – l’aria è più pulita, c’è maggiore silenzio, l’intero territorio è caratterizzato da una manutenzione e da una cura maniacali e risulta dunque molto ordinato e pulito – e respirare bene, si sa, è sempre una priorità da non sottovalutare. In più, l’assoluta vicinanza di Bergamo e della sua provincia ad aree naturali e angoli scenici di impressionante bellezza è un plus che è difficile riscontrare in altre città d’Italia: basta poco per trovare pace e solitudine in collina, per dedicarsi a una camminata in montagna, per rilassarsi al fiume o al lago. Gambe in spalla, e si va.

E la vita in Brianza? Serena e più lunga della media, secondo una ricerca condotta dall’Istat nel 2015, che sottolinea come l’aspettativa di vita dei brianzoli abbia superato le medie nazionali collocandosi sugli 80 anni per gli uomini e sugli 85 per le donne. Si tratta addirittura di una media ormai statistica, sul territorio, e quindi di vera e propria normalità.

L’intera area di Monza e Brianza, inoltre, registra ottime performance nelle classifiche relative al reddito, al risparmio e ai consumi, ma anche nella sicurezza dei cittadini. La punta di diamante di questo territorio è, tuttavia, la sua Sanità che, per qualità, è la prima in assoluto a livello nazionale secondo quanto pubblicato dal Sole24Ore nel 2015.

In pratica, chi sceglie Monza e Brianza come provincia di residenza è alla ricerca di un territorio tranquillo in cui forse le serate all’insegna del massimo divertimento non saranno all’ordine del giorno, ma la serenità e la quiete rappresentano priorità importanti. Il tenore di vita alto di questa provincia si riflette in modo impeccabile anche nella qualità dei suoi servizi al cittadino, anch’esso decisamente al di sopra della media nazionale. Apprezzatissimo è anche l’ordine pubblico e il tasso di occupazione sul territorio, tra i più alti d’Italia con il suo 68% nell’anno 2015.

In conclusione, tutte e tre le province che abbiamo analizzato – Bergamo, Lecco, Monza e Brianza – hanno in comune la bellezza territoriale, l’efficienza e la funzionalità. Quanto importanti sono questi valori per il nostro domani?