L’intervento di restauro conservativo su Palazzo Ferlendis ha visto Schiavi Spa impegnata in un progetto complesso e stimolante sotto ogni punto di vista, finalizzato a restituire agli antichi fasti un edificio di massiccia importanza storica e culturale ormai usurato dal tempo e da un pessimo stato di conservazione. Così come si lucida un’antica moneta per restituirle la sua brillantezza, così il progetto di Palazzo Ferlendis ha esaltato la preziosa tradizione dell’edificio, ammodernandola senza snaturarla e cancellando anni di degrado e noncuranza. Il passato si è unito al presente con soluzioni restaurative, architettoniche e abitative pensate per il domani.

Inizialmente destinato ad essere sia abitazione nobiliare che polo produttivo, poi trasformatosi in caserma e collegio femminile per tornare infine a definirsi come immobile residenziale e area artigianale, Palazzo Ferlendis è stato oggetto di una riprogettazione completa ed estremamente dettagliata. È importante sottolineare che lo stato di partenza delle cose vedeva l’edificio ormai incapace di comunicare la propria bellezza estetica e, al contempo, anche di rispondere alle esigenze abitative attuali. L’intervento, dunque, doveva andare necessariamente a toccare elementi sia strutturali che decorativi.

Il punto di partenza del restauro conservativo è stato a livello di consolidamento strutturale delle murature. I cambiamenti della topografia di Lovere e della composizione del terreno, nel corso dei secoli, avevano infatti finito con l’influire sul comportamento statico dell’edificio e causato uno sprofondamento e uno scivolamento delle sue fondazioni verso il lago. Come è facile immaginare, si trattava di una criticità molto grave che andava risolta in modo tempestivo.

Schiavi Spa ha dunque pianificato il proprio intervento di consolidamento strutturale tramite la tecnica dei “micropali”, che prevede l’inserimento di questi manufatti metallici forati lungo le pareti, e al cui interno viene poi colato del calcestruzzo, al di sotto del livello delle fondazioni. In questo modo, il terreno viene costipato e reso più resistente ai carichi, dando vita a una solida base d’appoggio capace di sorreggere il peso dell’intero edificio.

Il restauro conservativo ha poi interessato i piani interrati, ancora sostenuti da un meraviglioso sistema a volte che, in origine, erano decorate con pitture (trovate deteriorate all’epoca dell’intervento). Con l’obiettivo di mantenere il più possibile inalterati i reperti storici dell’edificio, si è proceduto quindi svuotando le volte dell’estradosso e rivestendole successivamente con una struttura adeguata. Successivamente, abbiamo realizzato al medesimo livello un sistema di travi in calcestruzzo a supporto dei carichi, in modo che le volte venissero finalmente sgravate da tale peso. A tal proposito, le volte sono state infine ancorate alle travi stesse per scongiurare qualunque pericolo di crollo. Le volte così risanate sono state infine restaurate col recupero delle pitture originarie.

Una volta operato a livello dei piani inferiori, ci siamo mossi verso l’alto intervenendo sulle murature in pietra: da esse è stato rimosso l’intonaco e il muro così “denudato” è stato ingabbiato con l’ausilio di reti metalliche esterne ed interne, e completate da tiranti collocati all’interno della muratura. In questo modo è stato possibile migliorare le prestazioni meccaniche complessive dell’involucro.

Per quanto riguarda i portici del pianterreno e del secondo piano, l’obiettivo consisteva invece nello sgravare le esili colonne di pietra da importanti carichi statici: siamo dunque intervenuti affiancandole a resistenti pilastri metallici.

Terminato l’intervento a livello strutturale del palazzo, Schiavi Spa si è poi concentrata su murature e intonaci, vera e propria “pelle” dell’edificio, sottoponendoli a una ristrutturazione completa. Al fine di consentire alla muratura di disperdere nell’ambiente l’umidità presente al suo interno, abbiamo optato per un intonaco a base di calce e realizzato i nuovi rivestimenti, naturalmente dopo aver scrostato l’intonaco esistente e ingabbiato le murature con l’ausilio di reti metalliche.

Di particolare interesse è stata poi l’azione conservativa sull’affresco che domina il porticato al pianterreno, e che raffigura l’episodio dell’Annunciazione. Di difficile datazione, quest’importante opera è stata più volte paragonata ai dipinti presenti nella Chiesa di Santa Maria in Valvendra e risale quasi certamente al medesimo periodo.

Al momento del nostro intervento, l’affresco non risultava in buone condizioni, poiché colpito – come il resto dell’edificio – da incuria e degrado, tanto da risultare quasi invisibile. Si è resa dunque necessaria la collaborazione di un’impresa specializzata che ha operato soltanto sulle parti dell’affresco rimaste, evitando inutili e spesso troppo infedeli ricostruzioni di quelle mancanti. I colori originari sono stati dunque recuperati e ravvivati con tecniche di ultima generazione, mentre le aree ormai irrecuperabili sono state integrate con intonaco di colore neutro, in modo da far risaltare al meglio l’opera di restauro sul bene artistico. Contestualmente al restauro delle pitture abbiamo poi operato il consolidamento dei distacchi tramite l’iniezione di apposite resine nei “varchi” tra affresco e muro, per evitare qualunque successivo scollamento.

Infine, l’ultima parte del restauro conservativo di Palazzo Ferlendis ha interessato lo studio e la progettazione degli ambienti interni secondo le metodiche più avanzate, e nel rispetto degli stilemi e delle necessità del vivere contemporaneo. È importante infatti sottolineare che se, da un lato, gli ambienti del pianterreno sono stati riadattati nella funzionalità ma non nella destinazione d’uso, rimanendo destinati ad attività commerciali di vario tipo (farmacia, centro medico, centro benessere, negozi), i piani superiori avevano invece obiettivi residenziali di alto livello.

Attraverso uno studio accurato dei volumi disponibili, tutte le esigenze commerciali e abitative sono state rispettate. Il risultato è una serie di appartamenti di suntuosa bellezza, caratterizzati da spazi ampi e fruibili, ariosi e luminosi, in un contesto panoramico di pregiato splendore, immerso nel cuore pulsante di uno dei palazzi nobiliari più preziosi della Lombardia.