Schiavi Spa tra i finalisti della seconda edizione del premio Essere Avanti

Schiavi Spa tra i finalisti della seconda edizione del premio Essere Avanti

Schiavi Spa si è qualificata tra le aziende finaliste della seconda edizione del premio Essere Avanti, istituito da ANCE Milano – Lodi – Monza e Brianza per onorare e ricordare Claudio De Albertis, imprenditore presidente della Triennale e dell’ANCE stesso.

L’evento ha l’obiettivo di rappresentare come il concetto di innovazione possa esprimersi nell’ambito degli interventi edilizi sotto l’aspetto architettonico, della tecnologia costruttiva, dell’innovazione di processo e di prodotto, della sostenibilità energetica e ambientale.

Per l’edizione 2020, Schiavi Spa ha partecipato con il progetto di Residenza San Martino, la cui costruzione è stata ultimata a Lecco nel 2019. Lo ha fatto mettendone in luce l’eccellenza costruttiva nell’ambito di un più esteso intervento di ricucitura urbana e di riqualificazione del quartiere di Germanedo.

Abbiamo considerato Residenza San Martino come il progetto più adeguato da proporre in virtù degli accurati studi preliminari, condotti insieme allo Studio 3E-Project, e della fortissima componente innovativa: prima di iniziare i lavori, abbiamo infatti valutato ben 255 combinazioni alternative del sistema edificio/impianto, e per ciascuna abbiamo proceduto al calcolo di consumi teorici, costi di realizzazione e successive spese di gestione, così da scegliere l’unica alternativa che assicurasse il miglior rapporto costi/benefici per i futuri abitanti.

Contestualmente, ci siamo dedicati a simulazioni analitiche per sette configurazioni impiantistiche, partendo da un sistema centralizzato per la climatizzazione e l’acqua calda sanitaria fino a giungere a impianti autonomi per ogni singola unità immobiliare. Per ciascuna configurazione d’impianto sono state variate le stratigrafie dell’involucro, lavorando sulle chiusure verticali e orizzontali opache e su quelle trasparenti per quantificare anche i vantaggi legati all’incremento delle prestazioni dell’edificio in termini di riduzione del fabbisogno energetico.

Il risultato è una residenza caratterizzata da soluzioni tecnologiche calibrate in ogni dettaglio, che genererà all’abitante un risparmio di quasi 100,000 euro nell’arco di trent’anni rispetto a quanto inizialmente previsto nel progetto depositato in Comune.

Assimpredil ANCE ha apprezzato la nostra candidatura, includendo Schiavi Spa tra i finalisti del premio e motivando in questo modo la sua decisione: “Residenza San Martino realizzata a Lecco ha ben coniugato attenzione alla diminuzione dei consumi energetici con un’approfondita analisi progettuale del sistema edificio/impianti per l’individuazione della scelta tecnologica migliore, unita a un’accurata progettazione in BIM.”

Siamo lieti di condividere con voi questo importante traguardo!

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Buon Anno da Schiavi Spa: che sia un 2021 di progetti realizzati

Buon Anno da Schiavi Spa: che sia un 2021 di progetti realizzati

Ci siamo finalmente lasciati alle spalle il 2020, un anno complesso e decisamente inaspettato sotto tanti punti di vista, che ha finito con il condizionare inevitabilmente sia la sfera personale delle nostre vite che quella professionale.

Le conseguenze di quanto accaduto nei dodici mesi appena trascorsi, che sono state senza dubbio trasversali e sono riuscite a interessare tutti, ci hanno irrimediabilmente spinti a riconsiderare con la massima attenzione sia i nostri progetti in essere che quelli che verranno, pianificati forse in funzione di presupposti che hanno finito col cambiare.

L’inevitabile scossone generato dal “caso Coronavirus” continuerà di certo a propagarsi anche sul breve-medio termine, e proprio per questo è importante considerare questo Capodanno come un nuovo inizio non soltanto a livello di calendario. Il valore del voltare pagina dovrà, crediamo, essere soprattutto simbolico e relativo alla nostra forma mentis, perché è quella che può condizionare in positivo le nostre attività.

Come Schiavi Spa, nonostante le oggettive difficoltà dell’anno appena terminato, possiamo comunque definirci soddisfatti. Oltre all’incremento del capitale sociale, da poco passato da 3.000.000,00 di euro a 5.000.000,00 di euro, siamo riusciti a collezionare una serie di successi anche in termini di realizzazione delle nostre opere.

A partire dalla costruzione ancora in essere Residenza San Martino2, lodevole esempio di architettura contemporanea a Lecco, fino alla prosecuzione relativa ai lotti 2 e 3 del cantiere di Residenza Fornace a Carnate, per arrivare infine all’esclusiva e nuovissima Residenza Cadorna, che sorgerà a pochi passi dal centro di Vimercate, abbiamo strutturato protocolli operativi e di sicurezza che riducessero al minimo il discomfort per i nostri clienti e innalzassero al contempo la qualità del lavoro per tutte le nostre squadre.

Grazie a piani strategici non soltanto attenti e ben calibrati, ma soprattutto basati sui valori fondanti che da sempre sono propri della nostra azienda – serietà, professionalità, affidabilità, qualità e innovazione – abbiamo concluso il 2020 con una serie di “spunte in agenda” che ben fanno sperare anche per l’anno che è appena iniziato. La motivazione e la passione, come sempre, non mancano.

Residenza San Martino2, nel quartiere lecchese di Germanedo, evidenzia appieno la nostra passione per la massima integrazione tra ambienti indoor e outdoor. In questa città considerata tra le più vivibili in Italia continua la realizzazione di una residenza che offre spettacolari visuali panoramiche in quota sugli scenari circostanti, incastonati tra lago e montagne.

L’aspetto progettuale di Residenza San Martino2, “sorella” della recente Residenza San Martino, è stato curato prestando particolare attenzione all’aspetto naturale che, come azienda, valutiamo cruciale nella quotidianità di ogni abitante. Ecco quindi balconi unici nel loro genere, che sono di fatto vere e proprie lounge esterne, grandi giardini privati studiati per favorire privacy e senso di libertà assoluta senza dover lasciare le mura di casa, tecnologie costruttive all’avanguardia in termini di soluzioni impiantistiche e reale risparmio energetico, e l’incredibile versatilità delle tante soluzioni abitative disponibili.

Per quanto riguarda invece Residenza Antica Fornace, si tratta di uno dei progetti di cui andiamo in assoluto più fieri. Completamente immersa nel verde del Parco del Molgora all’interno del Comune di Carnate e con visuale privilegiata sul borgo senza tempo di Montevecchia, la Residenza è il primo borgo in zona completamente orientato a un concreto e sensibile risparmio energetico. A un’estetica che richiama gli stilemi tradizionali tipici del territorio brianzolo abbiamo infatti associato soluzioni tecnologiche di nuova generazione così da influire positivamente non soltanto sui consumi, ma più ad ampio raggio anche sulla qualità della vita degli abitanti e sulla salute del pianeta.

Eccellenza nella scelta dei materiali, delle finiture e dell’organizzazione degli spazi interni ed esterni completano il quadro di questo borgo ipertecnologico che, a livello visivo, si rifà a un’epoca incredibilmente affascinante dal punto di vista dell’estetica degli edifici.

Infine, siamo orgogliosi del nuovissimo progetto che ha di recente preso il via a Vimercate, a pochi passi dal centro cittadino. Residenza Cadorna è la nostra interpretazione virtuosa di un lifestyle contemporaneo che punta tutto a riservatezza, comunicazione con la natura, comodità ai principali servizi, ampiezza dei volumi e delle superfici.

Il cantiere, che di fatto riqualifica un’area cittadina ora oggetto di una riprogettazione completa, opera secondo i principi dell’ecosostenibilità e dell’economia circolare e si compone di due case, per un totale di ventitré appartamenti dislocati tra pianterreno, primo e secondo piano dando vita a un’inedita forma a “L”.

Il risultato è una corte interna ad ampio respiro e, al contempo, completamente orientata alla privacy degli abitanti anche grazie alla ricchezza della vegetazione, composta da piante sempreverdi ad alto fusto e piccoli cespugli. Una sorta di completamento “gentile”, fatto di linee sinuose che si sposano con la forma lineare, minimalista e volutamente geometrica degli edifici, totalmente orientati alla purezza architettonica.

Questi sono soltanto alcuni dei progetti sui quali abbiamo instancabilmente lavorato nel corso del 2020, e che proseguono ancora oggi.

Ci auguriamo di poter condividere con voi ogni percorso e, più di tutto, ogni traguardo, continuando a progettare e costruire edifici in cui sentirsi a casa è un piacere.

Da tutti noi, l’augurio di un anno capace di realizzare tutti i vostri sogni.

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Il Nuovo Centro Amministrativo Casazza: una sede moderna e funzionale per i cittadini della Val Cavallina

Il Nuovo Centro Amministrativo Casazza: una sede moderna e funzionale per i cittadini della Val Cavallina

Il progetto relativo al Nuovo Centro Amministrativo Casazza a cui Schiavi Spa ha preso parte è stato fortemente voluto dal Comune di Casazza e dalla Comunità Montana della Val Cavallina con un obiettivo ben definito: offrire una sede moderna e funzionale per la gestione dei servizi dei cittadini della valle.

È importante notare che l’edificio ospita diverse attività: dagli uffici municipali alla biblioteca comunale, dalla sala consigliare a quella della Comunità Montana della Val Cavallina, fino al distretto ASL comprensivo di servizio di pronto intervento con ambulanza.

Il progetto del Nuovo Centro Amministrativo Casazza è consistito non soltanto nella riqualificazione e valorizzazione completa di un’area di massima importanza dal punto di vista urbanistico, ma anche nell’applicazione di soluzioni tecnologiche e architettoniche esteticamente e funzionalmente efficaci, nonché coerenti con la destinazione d’uso della struttura.

L’origine del Comune di Casazza

L’origine del Comune di Casazza è da ricondursi al 1927, ossia alla fusione dei Comuni di Mologno e Molini di Colognola, e a una situazione di generale e diffuso malcontento.

Inizialmente, gli uffici del neonato Comune si trovano nella struttura che aveva ospitato quelli del Comune di Mologno, in un edificio in Piazza Battisti in cui è presente anche la scuola elementare. Successivamente, gli uffici amministrativi vengono trasferiti in una struttura dedicata in via Nazionale: la necessità di ricercare la propria indipendenza e di definire la nuova identità comunale è infatti divenuta fondamentale, e tuttavia la nuova sede non è ancora quella definitiva, poiché si colloca all’interno di abitazioni private – come quella della famiglia Pettini.

In alcuni documenti datati 1945, tuttavia, si parla dell’area fronteggiante la Chiesa Parrocchiale come collocazione deputata di un Municipio che ancora non esiste. È il 1966 quando l’amministrazione comunale si trasferisce nuovamente, stavolta nella casa dei dipendenti comunali in Via Nazionale: non si tratta della sistemazione ideale, ma quantomeno l’edificio è stavolta di proprietà del Comune.

Finalmente, nel 1981, avviene il trasferimento degli uffici comunali nella sede dedicata in Piazza della Pieve.

Nel 2000 vi è un ulteriore spostamento, nuovamente in Via Nazionale. Contestualmente, l’anno seguente, prendono il via le opere di demolizione delle vecchie scuole elementari in Piazza della Pieve e quelle di edificazione del Nuovo Centro Amministrativo Casazza.

Il progetto

La progettazione del Nuovo Centro Amministrativo Casazza ha dovuto affrontare immediatamente una serie di criticità, prima fra tutte l’integrazione del nuovo edificio nel contesto urbano preesistente. Se si considera che Piazza della Pieve è considerata il cuore pulsante del paese, è facile comprendere quanta attenzione possa essere stata riposta in una fase progettuale che ha comportato la valutazione attenta di ogni singola variabile e fattore.

La prima problematica da gestire riguardava l’area della Piazza come spazio delimitato, pressoché inesistente, se si considera che l’intorno risultava edificato in modo piuttosto casuale e chiaramente non pianificato preventivamente. È facile ricondurre tale situazione all’assenza – inevitabile! – di un nucleo storico di un Comune relativamente giovane, e nato dalla fusione di due comuni preesistenti.

La riorganizzazione urbanistica dell’intero luogo era dunque di primaria importanza, così come la rivalutazione e trasformazione del lotto e le condizioni del suo contorno, spesso caratterizzate da diversi linguaggi espressivi.

Infine, era fondamentale dare vita a una soluzione urbanistica che potesse racchiudere, al proprio interno, diverse funzioni: non un semplice contenitore, dunque, ma un ensemble di intenti. Il Nuovo Centro Amministrativo Casazza è infatti Municipio con Sala Consigliare, biblioteca comunale a servizio anche dei comuni limitrofi, sede della Comunità Montana della Val Cavallina e del distretto sanitario, con corpo di guardia medica e relativo servizio di pronto intervento con ambulanza.

La soluzione

Il Nuovo Centro Amministrativo Casazza è una struttura multifunzionale composta da tre diversi corpi, tutti visivamente e funzionalmente indipendenti l’uno dall’atro ma anche stilisticamente continuativi, in grado di dare vita a un insieme fluido e fortemente sinergico. A fare da trait d’union tra i tre diversi blocchi funzionali sono i corpi scala, che operano come “ponti” tra un edificio e l’altro, e risultano alleggeriti allo sguardo grazie all’utilizzo sapiente di elementi in vetrocemento.

Ecco dunque che il corpo deputato ad ospitare il Municipio si affaccia su Piazza della Pieve e inevitabilmente la delimita (verso est), definendone lo spazio alla vista e, simbolicamente, andando a rappresentare il nucleo che raccoglie al proprio interno le principali istituzioni del paese.

Da un punto di vista estetico, il Nuovo Centro Amministrativo Casazza presenta una finitura esterna in blocchetti cementizi faccia a vista, in un’alternanza di colori chiari e scuri, capaci di unire a grande appeal estetico bassissime esigenze di manutenzione. L’imprinting visivo dell’edificio è di forte carattere, lo studio cromatico pensato per conferire quelle caratteristiche dignità e calore, accoglienza e rispetto che dovrebbero essere proprie di ogni struttura pubblica. La medesima sensazione di calore visivo e comfort materico è riconfermata anche dalla copertura della Sala Consigliare, realizzata con travi in lamellare e travetti a vista.

Per quanto riguarda la tecnologia applicata al Nuovo Centro Amministrativo Casazza, l’edificio è in tutto e per tutto un moderno e funzionale centro direzionale, nel quale sono presenti un sistema di controllo accessi e dello stato dei serramenti, che vanno a costituire l’evoluto impianto antintrusione assieme a un ulteriore sistema di captazione dei movimenti esterni. Contestualmente, anche l’intera area esterna è monitorata da un moderno sistema di videosorveglianza.

Energeticamente, il Nuovo Centro Amministrativo Casazza guarda dritto al futuro: sia le apparecchiature di controllo che la rete informatica sono infatti alimentate da un sistema di energia preferenziale, collegata a batterie tampone in grado di garantire continuità operativa anche in assenza di fornitura.

L’isolamento termoacustico e il comfort abitativo sono favoriti dalla particolare conformazione delle finestre, cosiddetta “a nastro”, mentre le caratteristiche illuminotecniche ed igronomiche dell’edificio sono implementate dall’installazione di elementi frangisole in acciaio zincato e verniciato.

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Interni all’insegna di modularità e circolarità

Gli interni del Nuovo Centro Amministrativo Casazza sono stati progettati all’insegna di concetti come modularità e circolarità. Ad eccezione degli arredi su misura realizzati per l’area deputata agli sportelli dell’anagrafe della Polizia Locale, di forma circolare, fino ai banchi della sala consigliare, l’interior design della struttura ha ottimizzato l’utilizzo di elementi d’arredo di dimensioni non standardizzate, permettendo un notevole risparmio di costi.

Ariosità e libertà di movimento contraddistinguono i piani dell’edificio, originariamente a pianta libera e ora caratterizzati da pareti mobili a delimitare gli uffici. A questo si unisce l’installazione di pavimentazioni flottanti: tutte soluzioni che riconfermano la flessibilità e modularità di un edificio nato per adattarsi ai cambiamenti e alle evoluzioni intrinseche di qualunque comunità.

Fiore all’occhiello del Nuovo Centro Amministrativo Casazza è la sala consigliare, la cui struttura di copertura in travi e travetti in lamellare risulta di immediato e notevole impatto visivo nonché particolarmente leggera, tanto da poter essere sostenuta esclusivamente dalle pareti perimetrali. L’area si presenta ampia, a pianta rettangolare, completamente libera, molto ariosa anche grazie a uno studio accurato del design, declinato in arredi sobri nelle linee e nei colori, decisamente luminosi. La proporzione corretta degli spazi e la loro strutturazione intelligente hanno permesso di dare vita non a un ambiente oppressivo e spazialmente limitato ma, al contrario, accogliente e confortevole.

La sala consigliare è stata progettata non soltanto per ospitare le più alte cariche del Comune, ma anche per invitare la cittadinanza a prendere parte alla vita politica e amministrativa del luogo. Ecco quindi il sofisticato sistema audiovisivo, gli evoluti sistemi di proiezione immagini dalle sorgenti più diverse, l’impianto di registrazione audio continua, la presenza di connessione intranet e Internet e ben 68 postazioni dotate di microfono: più che una sala consigliare, un ambiente multimediale.

Infine, la biblioteca del Nuovo Centro Amministrativo Casazza è, in un certo senso, l’anima della struttura e il risultato di un particolare impegno sia progettuale che realizzativo da parte di tutti i professionisti coinvolti. L’obiettivo era poter offrire alla popolazione del Comune di Casazza e delle aree limitrofe un ambiente fortemente evocativo, in grado di distinguersi per la sua intrinseca armonia e accoglienza.

La biblioteca si colloca al secondo e ultimo piano della struttura, simbolicamente la “mente” dell’edificio, ed è caratterizzata dalla presenza di un soppalco a pianta circolare a sua volta sormontato da un torrione cilindrico. Quest’ultimo è un particolare elemento architettonico che, grazie alla sua cupola centrale e alle numerose aperture laterali, si presenta in posizione di elevazione assoluta rispetto all’intero complesso, inondando di luce e calore gli ambienti circostanti.

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Aumenta il capitale sociale di Schiavi Spa: è la quinta volta dal 1967

Aumenta il capitale sociale di Schiavi Spa: è la quinta volta dal 1967

Schiavi Spa è orgogliosa di annunciare un ulteriore incremento del proprio capitale sociale, da poco passato da 3.000.000,00 di euro a 5.000.000,00 di euro.

Il recente incremento del capitale contribuito alla società da parte dei suoi soci non è soltanto fortemente indicativo delle risorse su cui Schiavi Spa può contare, ma rappresenta soprattutto la naturale evoluzione di un percorso virtuoso che possiamo ricondurre almeno al 1967.

L’iniziale capitale stanziato, pari a sei milioni di vecchie lire, aumenta a trentasei nel 1972, per poi diventare pari a trecento milioni di lire nel 1975 e in un miliardo e cinquecento milioni di lire nel 1981. Nel 1990 passa a 4 miliardi di lire e nel 2006, la cifra versata ammonta a 3 milioni di euro.

Quattordici anni dopo il capitale sociale è quasi raddoppiato, a garanzia di un’attività che si muove instancabilmente verso il futuro.

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Il sistema energetico italiano evolve: ecco il rapporto 2019 del GSE

Il sistema energetico italiano evolve: ecco il rapporto 2019 del GSE

Anche in Italia, si comincia davvero a parlare di transizione sostenibile al sistema energetico – quantomeno dando un’occhiata all’ultimo Rapporto Attività rilasciato dal GSE e relativo all’anno 2019.

Il documento, che può essere visionato per intero a questo link, fornisce dati e analisi relative alle attività nel settore green nel nostro Paese e uno dei dati più interessanti riguarda come, per il sesto anno consecutivo, l’Italia abbia superato la soglia del 17% dei consumi energetici soddisfatti con l’ausilio di energie rinnovabili.

Ricordiamo che il GSE, acronimo di Gestore dei Servizi Energetici, è una società italiana costituita piuttosto recentemente (1999) sotto il controllo del Ministero dell’Economia e che ha compiti di conformità con gli obiettivi strategici e operativi definiti con il Ministero dello Sviluppo Economico. Più di tutto però, il GSE si pone l’obiettivo di promuovere l’efficienza energetica in tutte le sue forme, in particolar modo attraverso la diffusione di una cultura dell’informazione.

Il rapporto 2019 dipinge un Paese in pieno sviluppo dal punto di vista della sostenibilità energetica, specialmente in considerazione della “to-do list” espressa dall’Agenda 2030 firmata nel 2015 dai governi di 193 Paesi membri dell’ONU.

In attesa di conoscere i risultati del Rapporto Attività 2020, per il quale si dovrà comunque aspettare ancora diversi mesi, è già importante sottolineare che rinnovabili ed efficientamento energetico dovranno giocare un ruolo ancora più cruciale per l’Italia, specialmente nella fase di ripresa che segue la pandemia di Coronavirus.  Sul medio termine, infatti, gli obiettivi ambientali e climatici fissati per il 2030 dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima relativo al periodo 2021-2030) restano invariati e vincolanti in particolar modo su tre punti cardine:

  • Efficienza energetica
  • Fonti rinnovabili
  • Abbattimento delle emissioni di CO2

A questi andranno sommati i risultati che i Paesi membri (Italia compresa) dovranno raggiungere in altri ambiti non meno importanti, come sviluppo e mobilità sostenibile, mercato unico dell’energia e della competitività, interconnessioni e sicurezza energetica.

Ricordiamo che, entro il 2050, ci si attende di aver realizzato con successo un’economia a impatto zero dal punto di vista climatico.

Il Rapporto Attività 2019 del GSE in sintesi

Ma quali sono i punti salienti del recente Rapporto Attività diffuso dal GSE relativamente a un’Italia più ecosostenibile?

Te li riassumiamo comodamente in dieci punti essenziali:

  1. Nel 2019, il valore delle risorse gestite dal Gestore per la promozione della sostenibilità ha raggiunto i 14.8 miliardi di euro, e 11.4 di questi sono stati utilizzati per l’incentivazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili; 1.3 miliardi per le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica; 1.3 miliardi per i proventi dalle aste di CO2 nell’ambito del meccanismo europeo ETS (Emission Trading Scheme) e 800 milioni per i biocarburanti.
  2. L’Italia ha superato per il sesto anno consecutivo gli obiettivi posti da Bruxelles, ovvero di raggiungere il 17% dei consumi energetici elettrici coperti dalle rinnovabili (il Rapporto indica, per il 2019, il 18% circa).
  3. In termini di rinnovabili elettriche, la capacità verde italiana è cresciuta di ulteriori 1.2 GW, di cui 750 MW provenienti da fotovoltaico e più di 400 MW dal cosiddetto nuovo eolico.
  4. Nel 2019, in Italia risultavano in esercizio un totale di circa 900mila impianti di energia rinnovabile suddivisi tra solare, eolica, geotermica, a bioenergia e idroelettrica.
  5. Per quanto riguarda invece gli incentivi, i costi sostenuti lo scorso anno dal Gestore si attestano sui 12.9 miliardi di euro: si tratta di una cifra più bassa rispetto al 2018, ma la motivazione è legata al fatto che parte dei costi è stata compensata dai ricavi provenienti dalla vendita dell’energia elettrica ritirata dagli impianti incentivati.
  6. Per quanto riguarda le energie rinnovabili termiche, i consumi del 2019 sono rimasti stabili rispetto a quelli del 2018: si tratta di un totale di circa 10.7 Mtep provenienti da bioenergie e da pompe di calore.
  7. Le domande di incentivi per le energie rinnovabili hanno invece subito un incremento del 23% rispetto all’anno precedente, arrivando a toccare quota 433 milioni di euro.
  8. In ambito trasporti, nel 2019 è stato registrato un aumento dei consumi di biocarburanti del 5% rispetto al 2018, e si tratta di un valore legato in primis all’incremento della quota d’obbligo di miscelazione.
  9. Nel 2019, l’Italia ha risparmiato 111 milioni di barili di petrolio evitando di disperdere nell’atmosfera più di 43 milioni di tonnellate di CO2.
  10. Il mercato delle rinnovabili italiane impiega ora, a tempo pieno, un totale di 50.000 persone.

Un’Italia sempre più “green” sembra ormai in dirittura d’arrivo

In conclusione, le politiche green e gli incentivi del nostro Paese sembrano muoversi nella direzione giusta, garantendo benefici tangibili non soltanto all’ambiente, ma anche alla qualità della vita dei cittadini italiani.

Il GSE si pone l’obiettivo di continuare a incentivare le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica attraverso uno sviluppo sostenibile che opera sinergicamente su più fronti. Di questo passo, l’Italia non faticherà a raggiungere i target previsti per il 2030.

Puoi prendere visione dell’interessante e pratica sintesi del Rapporto a questo link.

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Nasce il “termometro verde” che misura la percentuale di riciclo dei nuovi materiali

Nasce il “termometro verde” che misura la percentuale di riciclo dei nuovi materiali

Nell’ottica di un’edilizia sempre più ecosostenibile e, più in generale, di città sempre meno inquinanti e progressivamente più interconnesse con gli elementi naturali, non stupisce scoprire che negli ultimi mesi è nato una sorta di “termometro verde” che segnala la percentuale di riciclato e recuperato dei materiali costruttivi.

Più nello specifico, stiamo parlando della nuova UNI/PdT 88:2020, uno strumento normativo emanato dall’associazione tecnica che, da ormai quasi un secolo, si occupa di normazione tecnica nei settori industriali, rilasciando indicazioni in merito alle procedure da seguire per garantire performance, sicurezza e – più recentemente – ecosostenibilità.

Cos’è la nuova UNI/PdT 88:2020

La nuova norma è una prassi di riferimento che “definisce la modalità di verifica effettuata da parte di un organismo di certificazione del contenuto di materiale riciclato e/o recuperato e/o sottoprodotto dichiarato da un’organizzazione per un proprio prodotto, indipendentemente dalla sua tipologia, immesso sul mercato nazionale”.

Si applica “a prodotti indicati nei decreti del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, già pubblicati e di futura pubblicazione, relativi ai criteri ambientali minimi (CAM), e/o indicati nel decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare delegato dall’ art. 26 ter della Legge 28 giugno 2019 n. 58 (conversione in legge del Decreto Crescita)”.

Emanata lo scorso luglio, la norma UNI/PdT 88:2020 si riferisce a prodotti:

  • Realizzati in metalli, leghe e derivati, inclusi quelli provenienti dal ciclo di fabbricazione
  • Destinati all’utilizzo in ambito edile, costruttivo e di arredo urbano
  • Non disponenti di specifiche norme o prassi di riferimento legate alla verifica del contenuto di materiale riciclato e/o recuperato e/o sottoprodotto

La prassi non si applica invece a materiali ottenuti dalla valorizzazione di rifiuti plastici, a biocarburanti, a carburanti e a lubrificanti, ossia a categorie di prodotti che già dispongono di norme e regolazioni specifiche e relative proprio al loro contenuto.

A cosa serve la nuova norma? A verificare il contenuto di materiale riciclato o recuperato in un prodotto

L’obiettivo della UNI/PdT 88:2020 è offrire uno strumento di verifica correttamente normato, che permetterà di valutare la quantità di materiale riciclato o recuperato presente nei prodotti commercializzati dalle aziende.

Nel rispetto dei requisiti dello schema e dell’iter certificativo proposto, UNI/PdT 88:2020 si propone quindi come vero e proprio termometro green per i tanti organismi di certificazione sempre più orientati a verificare l’ecosostenibilità dei prodotti utilizzati in ambito costruttivo.

In particolare, UNI/PdT 88:2020 è molto indicata per verificare la rispondenza ai requisiti indicati nei CAM (Criteri Ambientali Minimi) stabiliti dal Ministero dell’Ambiente, ma anche per quelli previsti da protocolli diversi ma non meno importanti, come ITACA o LEED.

La portata della norma UNI/PdT 88:2020 è nazionale. Si tratta di disposizioni paranormative orientate ad agevolare tutte le verifiche necessarie a una collettività che sta attraversando una fase di profondo e trasversale cambiamento. Nell’ottica di un approccio sempre più green che interessa le industrie in senso lato, uno strumento come quello proposto da UNI è particolarmente degno di nota, perché permette di seguire una serie di linee guida che, nel futuro, si trasformeranno nel gold standard per un numero virtualmente infinito di produttori, e non soltanto di certificatori.

Tale approccio è confermato dallo stesso presidente di UNI, Piero Torretta, che commenta: “Questa nuova prassi intende fare chiarezza per tutti gli stakeholders, al fine di risolvere le possibili difficoltà interpretative della legislazione e della normativa tecnica in materia, favorendo inoltre una compiuta e corretta confrontabilità degli elementi ambientali dei prodotti che vengono offerti sul mercato.”

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Piccola guida al Bonus Verde 2020

Piccola guida al Bonus Verde 2020

Il Bonus Verde inizialmente introdotto nel 2018 rimane valido fino alla fine dell’anno in corso, garantendo importanti vantaggi anche per i mesi del 2020 che ancora rimangono a calendario.

Ci riferiamo alla detrazione Irpef del 36% applicabile per interventi innovativi e di manutenzione straordinaria a livello di giardini e terrazze, ma anche di parti esterne comuni condominiali.

Si tratta di un bonus fiscale importante, che punta a favorire gli interventi di messa a dimora di impianti di irrigazione, giardini pensili, nuovi alberi, vialetti verdi, fioriere permanenti e recinzioni. In buona sostanza, a rendere il contesto urbano sempre più interconnesso con la natura.

Vale la pena specificare che il Bonus Verde 2020 prevede un tetto di 5000 euro per ogni intervento, quantomeno nell’ambito di abitazioni singole. Tale cifra andrà invece moltiplicata per il numero di appartamenti nel caso in cui l’intervento venga applicato a contesti condominiali.

Ricordiamo inoltre che questa interessante detrazione fiscale è applicabile esclusivamente ai contribuenti persone fisiche, siano essi proprietari o inquilini dell’immobile (ciò che conta è aver preso in carico l’intervento con le relative spese), e che il vantaggio ottenuto sarà restituito in dieci annualità.

Vediamo ora di esplorare i dati salienti del Bonus Verde 2020 in questa pratica e rapida guida.

Cos’è, in breve, il Bonus Verde 2020

Il Bonus Verde è una detrazione fiscale Irpef pari al 36% che interessa le spese sostenute, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, per la sistemazione straordinaria e permanente di giardini e terrazzi. Tali spese includono anche la progettazione e la manutenzione così come le opere di natura straordinaria inserite nel contesto di un intervento relativo al giardino o alla terrazza in questione.

Qualche esempio di intervento che permette di beneficiare del Bonus Verde?

La trasformazione di un semplice cortile in un giardino verde; la ristrutturazione di un giardino preesistente con l’inserimento di recinzioni o vialetti; la realizzazione di fioriere fisse su giardini o terrazzi; l’allestimento di aree verdi permanenti a livello dei balconi, purché riferiti a un intervento innovativo; la creazione di coperture verdi, pozzi, impianti di irrigazione e giardini pensili.

Come accennato, la detrazione fiscale garantita dal Bonus Verde 2020 sarà calcolata su un tetto di spesa massimo di 5000 euro per unità abitativa, e corrisponderà dunque a una detrazione totale massima di 1800 euro A partire dalla dichiarazione dei redditi 2021, ossia relativa alle spese sostenute nell’anno 2020, la detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Attenzione, però: il Bonus Verde 2020 non vale se gli interventi sono “fai da te”, poiché la riqualificazione dovrà sempre essere fatturata a un’impresa, sia in termini di fornitura di materiali che di prestazioni di manodopera necessarie alla realizzazione del progetto.

Naturalmente, tutte le spese dovranno essere opportunamente documentate e versate con strumenti tracciabili come l’assegno, il bonifico bancario o postale, il bancomat o la carta di credito facendo riferimento alla data dell’operazione e non a quella dell’accredito. Non è invece necessario che il bonifico sia parlante né è prevista la cessione del credito fiscale a istituti bancari o imprese: sono quindi i contribuenti che detengono o possiedono l’immobile su cui viene effettuato l’intervento che dovranno prendersi carico direttamente delle spese.

Il Bonus Verde vale anche per le parti comuni in condominio

Le detrazioni fiscali previste dal Bonus Verde non sono relative solamente agli interventi effettuati su cortili e terrazze privati, ma anche su parti comuni esterne di contesti condominiali.

In questo caso è bene tenere presente che il tetto massimo di 5000 euro di spesa sarà riferito alle singole unità abitative (ciò significa che, se il condominio consta di dieci appartamenti, il tetto di spesa totale massimo salirà a 50,000 euro).

Nel caso di interventi a livello condominiale, il beneficiario della detrazione sarà il singolo condomino nella quota a lui imputabile, a condizione che tale quota sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi 2021.

Inoltre, vale la pena ricordare che il Bonus Verde non può essere applicato a eventuali uffici e negozi presenti nel condominio o a edifici non residenziali, né a nuove costruzioni, di nessun tipo. È infatti riferito esclusivamente agli edifici residenziali preesistenti, condominiali e non, perché considerato un intervento straordinario e permanente e non di normale manutenzione.

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Cos’è la filiera corta applicata all’edilizia e perché rappresenta il futuro

Cos’è la filiera corta applicata all’edilizia e perché rappresenta il futuro

Cos’è la filiera corta nell’edilizia? Essenzialmente, si tratta di una modalità costruttiva più “sostenibile”, intesa come a kilometro zero o quantomeno di prossimità territoriale, e che potrebbe rappresentare un importante traino per l’industria del futuro.

In termici pratici, la filiera corta applicata all’edilizia parte dalla selezione e dall’impiego di materiali tipici di un territorio, ordinandoli in loco, per poi giungere ai processi produttivi veri e propri con l’obiettivo di ridurre l’impatto energetico e ambientale ai minimi termini. Se ne parla almeno da un paio d’anni, ma soltanto di recente questo nuovo approccio costruttivo è diventato punto focale della cosiddetta “edilizia del futuro”, assieme a concept altrettanto validi come l’ormai noto efficientamento energetico, l’edilizia circolare e il recupero dell’esistente.

L’edilizia e l’architettura del prossimo futuro saranno dunque totalmente orientate alla costruzione di manufatti che siano, da un lato, compatibili con il territorio in cui vengono collocati e, dall’altro, promotori di benessere e incrementata qualità della vita per le persone che li abitano.

Edilizia: per ripartire, è necessario cambiare paradigma

Vale la pena ricordare che l’edilizia muove, da sola, ben il 15% del Pil italiano e che il suo potenziale è molto elevato. Pur nella consapevolezza della crisi di settore che da anni l’ha colpita, bisognerà necessariamente modificare alcuni paradigmi e agevolare evoluzioni tanto tecnologiche quanto culturali per fare in modo che l’industria, nel suo complesso, viva una nuova rinascita.

I primi passi nella direzione giusta sembrano essere già stati mossi, a partire da una politica ormai collettivamente più sensibile a tematiche divenute imprescindibili: efficienza energetica degli edifici, riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, rispetto e valorizzazione del territorio ed ecosostenibilità, qualità della vita e, ovviamente, anche filiera corta.

Quest’ultima non va dunque interpretata come la panacea di tutti i mali, quanto piuttosto come un ingrediente fondamentale in una ricetta che, nel suo complesso, deve funzionare. Una vera e propria trasformazione complessiva dunque, che potrebbe mutare la crisi che ha falcidiato tante imprese in un’inedita possibilità per il futuro.

Edifici che si evolvono assieme a chi è deputato a costruirli

L’edificio di domani dovrà quindi inevitabilmente evolversi come risultato dell’evoluzione intrinseca del settore costruttivo. Al contempo, l’evoluzione del concetto dell’abitare rappresenterà una rivoluzione positiva anche per gli abitanti, che beneficeranno di un livello di benessere sempre più marcato.

Per quanto riguarda il contenimento dei costi costruttivi, si punta tutto sulla scelta dei materiali – in particolar modo quelli di scarto ampiamente utilizzabili, dal legno alla paglia, fino persino alle alghe, che si dimostrano eccellenti come isolante e ignifugo. Si torna dunque, nuovamente, a un’idea di edilizia circolare in un modo mai realmente applicato fino al momento attuale.

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Vetri e serramenti antibatterici: cosa sono e a cosa servono

Vetri e serramenti antibatterici: cosa sono e a cosa servono

Nell’ultimo periodo, l’emergenza Coronavirus ha generato una crescente attenzione nei confronti di nuove soluzioni che possano implementare il grado di igiene degli ambienti e, di conseguenza, abbattere il rischio di infezione nelle persone. In questo senso, un prodotto interessante è rappresentato dai vetri e dai serramenti antibatterici.

Tali tecnologie sono da considerarsi parte di un concetto a più ampio spettro, legato all’individuazione delle corrette modalità per proteggere in modo sempre più marcato gli ambienti abitati dall’aggressione di agenti patogeni. È interessante notare che un ruolo importante nel raggiungimento di questo obiettivo sia giocato non soltanto dalle superfici in vetro, ma anche da serramenti e accessori.

Le soluzioni antibatteriche firmate AGC Glass Europe

I vetri e serramenti antibatterici sono una soluzione messa a punto da un brand leader nella produzione di vetro piano, AGC Glass Europe, attraverso tre diverse gamme di prodotti:

  • Planibel AB: vetri chiari
  • Lacobel AB: vetri laccati
  • Mirox AB: specchi

L’obiettivo dell’azienda è, come è facile intuire, proporre prodotti ottimali per l’incremento del fattore “igiene” all’interno di locali in cui questo paradigma rappresenta la chiave di volta per una migliore qualità della vita: ospedali, case di cura, comunità, cliniche, ma anche cucine, mense, spa, hotel.

Particolarmente degna di nota è la percentuale di annullamento dei germi che, secondo il brand, può raggiungere addirittura il 99%. Ma come è possibile ottenere tale risultato?

AGC Glass Europe ha messo a punto e brevettato un processo che, essenzialmente, sottopone il vetro a un trattamento con introduzione di ioni d’argento nello strato superiore della lastra. Sono proprio le particelle d’argento a inibire il metabolismo e la riproduzione dei batteri che si depositano sulla superficie del vetro, semplicemente interagendo con esse.

Tale brevetto garantirebbe, secondo AGC Glass Europe, un efficace effetto non soltanto antibatterico ma anche antimicotico e sarebbe dunque ottimale per ambienti molto caldi e umidi che, per loro natura, favoriscono la proliferazione di batteri e muffe.

Anche serramenti di qualità per proteggere da batteri e microorganismi

Oltre a AGC Glass Europe, anche Schüco ha recentemente messo a punto una linea per così dire “di difesa” dell’igiene residenziale e di hospitality, stavolta però nell’ambito dei serramenti.

La gamma si chiama Smartactive e si compone di rivestimenti durevoli da applicare su finestre e porte in alluminio così come su maniglie. Nuovamente, l’obiettivo è abbattere sensibilmente la carica batterica che tende ad essere veicolata proprio dal deposito di microorganismi su queste superfici, specialmente in ambienti sensibili o ad alto tasso di traffico, come strutture sanitare o di hospitality ma anche edifici pubblici.

Schüco sottolinea che la linea Smartactive non produce alcuna alterazione visibile alle superfici sulle quali è applicata, né modifiche al processo produttivo dei serramenti. Inoltre, la sua durata nel tempo sarebbe garantita senza alcuna necessità di rinnovamento del trattamento. Infine, la sua applicazione produrrebbe un abbattimento del 99.99% dei germi presenti sulle superfici entro solamente ventiquattr’ore.

In conclusione, sono sempre più le aziende, ma soprattutto i settori, che nell’ottica dell’emergenza COVID-19 si impegnano a riadattare o ampliare la loro produzione con un approccio flessibile e smart, orientato a un futuro in cui eventuali pandemie possano essere controllate o quantomeno gestite con più efficacia.

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Edifici in edilizia circolare: come cambierà l’Italia del 2020 in materia di case green

Edifici in edilizia circolare: come cambierà l’Italia del 2020 in materia di case green

Qual è la prospettiva dell’Italia per quanto riguarda l’edilizia circolare? Cosa aspettarsi dal 2020 in termini di edifici ecosostenibili e case green?

Quella dell’edilizia circolare è ormai da considerarsi una sfida improrogabile, che deve interessare tutti gli addetti ai lavori e che dovrà necessariamente comportare un importante cambio di mentalità. Si dovrà, in effetti, passare da una concezione dell’abitare che “domina” il territorio, e dunque il pianeta, a un’idea di convivenza e comunione con l’ambiente che ci circonda, con l’obiettivo finale di ridurre le emissioni inquinanti e lo spreco di risorse, e generare circoli “virtuosi” nell’edilizia che comportano l’ottimizzazione di ogni singola fase costruttiva.

Il fulcro dell’innovazione in edilizia passa da un maggiore rispetto dell’ambiente e dallo studio, costante e coordinato, di nuove soluzioni meno energivore e meno impattanti sulle risorse sempre più limitate del pianeta.

Edilizia circolare: un “must” anche per l’Unione Europea

Ricordiamo che, anche a livello legislativo, l’edilizia circolare è ormai più che una realtà assodata: la Direttiva UE 2008/98/CE ha già aperto la strada e prevede che, entro la fine del 2020, si raggiunga un obiettivo pari almeno al 70% del riciclo e riutilizzo dei rifiuti da costruzione e demolizione edilizia. Al contempo, tale approccio è ulteriormente implementato anche da una serie di leggi e decreti locali che interessano tutta la penisola.

Nel momento in cui scriviamo questo articolo, la situazione è comunque ancora migliorabile: la percentuale dei rifiuti edili effettivamente riciclata in Italia tocca infatti il 20%. Si tratta di un dato importante, specialmente se si considera che le attività costruttive, da sole, producono oltre il 41% di tutti i rifiuti speciali nel Paese, per un totale pari a quasi 58 milioni di tonnellate (questi i dati relativi all’ultimo Rapporto sui Rifiuti Speciali elaborato dal Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA).

Tale rapporto, ormai giunto alla sua diciottesima edizione, è, secondo l’ISPRA, “frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA, con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la Protezione dell’Ambiente, in attuazione di uno specifico compito istituzionale previsto dall’art.189 del d.lgs. n. 152/2006”.

I dati si riferiscono all’anno 2017 e sono relativi alla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, a livello nazionale e regionale, e per la gestione anche a livello provinciale, e all’import/export.

È altresì bene ricordare che non soltanto raggiungere i risultati previsti dalle nuove disposizioni in materia di costruzioni green rappresenta un imperativo assoluto, ma anche che le possibilità di sviluppo dell’economia circolare attraverso le innovazioni tecnologie in edilizia sono reali: le imprese che sapranno rispondere adeguatamente alla sfida del riuso e del riciclo dei materiali sono, in effetti, non soltanto destinate a sopravvivere al futuro, ma addirittura a definirlo, a “farlo”.

Edilizia circolare in Italia: necessario fare di più nel 2020

Lo scorso novembre, nel corso della World Green Building Week, si è tenuto a Milano un convegno sul tema promosso proprio da Green Building Council Italia.

L’obiettivo era sensibilizzare gli addetti ai lavori e gli utenti finali nei confronti di case green ed edifici ecosostenibili come ponte tra un passato energivoro e un futuro ecologico. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per tutti gli specialisti della filiera edile – dai costruttori ai produttori di materie prime, dai certificatori ai progettisti – per discutere delle nuove modalità di approccio ai sistemi produttivi, focalizzandoli sul concetto di riciclo che è tipico, in senso lato, della green economy.

C’è ancora tanto da fare, ha confermato il direttore di GBC Italia, Marco Caffi: “In Italia siamo agli inizi. Bisogna ricordare che l’edificio ha un processo di costruzione e assemblaggio dei materiali molto complesso, non sempre è industrializzato e ciò non permette di controllare tutte le fasi come succede nell’industria dell’automotive ad esempio. Tuttavia oggi abbiamo a disposizione degli strumenti, promossi anche da Green Buildign Council Italia, come i rating system, ossia i protocolli di certificazione della sostenibilità degli edifici, che aiutano a perseguire gli obiettivi di circolarità nel settore delle costruzioni.”

E tale è la direzione in cui muoversi, senza se e senza ma.

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Efficienza energetica: le soluzioni all’avanguardia delle costruzioni firmate Schiavi

Efficienza energetica: le soluzioni all’avanguardia delle costruzioni firmate Schiavi

Per Schiavi Spa, la progettazione e costruzione di soluzioni immobiliari di qualità superiore si accompagna da sempre a una spiccata attenzione per l’aspetto dell’ecosostenibilità, unito al massimo comfort degli abitanti. Entrambi questi concetti sono fortemente interconnessi con quello di efficienza energetica, ragion per cui alla base di ciascuno dei nostri progetti vi è sempre una valutazione attenta delle soluzioni più tecnologicamente avanzate, capaci di garantire un taglio in bolletta e un incremento del comfort negli ambienti domestici.

Le soluzioni all’avanguardia nell’ambito dell’efficienza energetica fanno parte di una scala di valori molto più complessa e variegata, che abbiamo chiamato “Casa Schiavi”. Tale serie di principi identifica le nostre linee guida imprescindibili per fornire soluzioni immobiliari capaci di innalzare concretamente il livello dell’intero settore.

A partire dalla ricerca raggiungiamo l’innovazione, con l’adozione di soluzioni evolute sia in termini di impianti che tecnologia. L’ideale di risparmio energetico, che si colloca tra le nostre principali priorità, si riverbera in un’efficienza energetica sia attiva che passiva sempre migliorata. L’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili è sempre favorito ovunque vi sia la possibilità di integrarlo nel progetto.

Come certamente saprete, l’efficienza energetica va anche di pari passo all’aspetto dell’ecosostenibilità, ossia di un minore impatto su un ambiente già fortemente depauperato in termini di risorse. Rispettare la natura, per Schiavi, non significa solamente dare vita a costruzioni che si integrano perfettamente nel contesto territoriale che le accoglie, o in cui gli ambienti indoor si fondono armonicamente con l’outdoor. Equivale anche a ridurre sensibilmente la dispersione delle risorse, nel dare vita a manufatti edili ecocompatibili, sempre più orientati a un’idea di economia circolare applicata all’edilizia.

Gli edifici firmati da Schiavi Spa sono progettati e costruiti per mantenere il loro valore elevato nel tempo, assieme alla qualità della vita di chi li abita e al rispetto dell’ambiente circostante.

Un esempio tipico di efficienza energetica applicato a tutti gli edifici Schiavi risiede nella massima attenzione all’aspetto del risparmio energetico passivo. Tale obiettivo si raggiunge attraverso un isolamento termico di eccezionale valore, basato sulla migliore coibentazione del manufatto. Nella vita di ogni giorno, per chi vive l’edificio, questo equivale a un ridotto consumo di combustibile garantito dall’elevato grado di comfort abitativo della casa.

Vediamo ora insieme alcune delle soluzioni messe a punto da Schiavi Spa per l’efficienza energetica delle sue residenze più note.

  • Residenza Antica Fornace (Carnate): impianto di riscaldamento e raffrescamento con pannelli radianti a pavimento, funzionante con l’ausilio del sistema geotermico di ultima generazione del tipo acqua-acqua, che pesca direttamente dalla falda acquifera, impianto di deumidificazione, serramenti in legno massello con vetro stratificato bassoemissivo.
  • Residenza San Martino (Lecco): isolamento termico e acustico tecnologicamente avanzato, impianto fotovoltaico, impianto di riscaldamento e raffrescamento con pompa di calore aria/acqua, giardini pensili e in quota.
  • Villa Gardenia (Lecco): impianto di riscaldamento e raffrescamento con pannelli radianti a pavimento, funzionante con sistema geotermico, impianto di deumidificazione, serramenti in legno massello con vetro stratificato bassoemissivo, controllo indipendente della temperatura in ogni locale.
  • Palazzo Ferlendis (Lovere): impianto di riscaldamento e raffrescamento autonomo, pannelli radianti a pavimento, impianto di deumidificazione, serramenti in legno massello con vetro stratificato bassoemissivo.
  • Residenza Magnolia (Nibionno): impianto di riscaldamento e raffrescamento a pannelli radianti a pavimento, sistema geotermico, serramenti con vetro stratificato bassoemissivo, impianto di deumidificazione.
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Planimetrie interattive: scopri gli ambienti della tua casa direttamente dal tuo device

Planimetrie interattive: scopri gli ambienti della tua casa direttamente dal tuo device

L’esperienza digitale immersiva è ormai una componente importante di internet, e interessa tutti i settori in modo trasversale. Schiavi Spa, sempre attenta alle evoluzioni tecnologiche, ha applicato queste nuove soluzioni anche ai propri servizi, mettendo a disposizione dei suoi utenti comode planimetrie interattive relative agli immobili residenziali che progetta e costruisce.

Esplorando le varie soluzioni immobiliari all’interno del nostro sito, i visitatori avranno dunque la possibilità di esplorare in modo del tutto interattivo i diversi appartamenti disponibili per le residenze, semplicemente cliccando sulle schede dedicate.

Ma cos’è esattamente una planimetria interattiva? Si tratta di una mappa degli ambienti, realizzata con particolari software, che offre rappresentazioni grafiche delle informazioni in grado di interagire con le scelte di navigazione degli utenti.

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Le planimetrie interattive permetteranno dunque una prima, comoda e discreta esplorazione delle varie soluzioni direttamente dal proprio device, sia desktop che mobile. Una volta individuato l’immobile o l’appartamento di proprio interesse, i possibili acquirenti potranno naturalmente toccarne con mano la qualità semplicemente contattandoci e prendendo un appuntamento per visitarlo.

I nostri tecnici saranno felici di accompagnare i futuri abitanti in un tour dedicato.

La planimetria interattiva è parte di una rete di servizi online e offline che Schiavi Spa ha messo a punto per offrire ai propri clienti una consulenza globale, a partire dalla fase di ricerca iniziale dell’immobile, sino all’assistenza in post-vendita.

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Edilizia circolare: cos’è?

Edilizia circolare: cos’è?

Il concetto di edilizia circolare deriva da un altro principio, molto più vasto, chiamato economia circolare. Ecco perché è importante partire da esso per comprendere come questo nuovo modo di costruire e pensare le costruzioni può influenzare l’intero settore.

Si definisce economia circolare un sistema economico concepito per auto-rigenerarsi, garantendo dunque un’ecosostenibilità virtualmente completa. In generale, l’economia circolare vede protagonisti due flussi di materiali: quelli biologici, che possono essere reimmessi nella biosfera, e quelli tecnici, che possono invece essere rivalorizzati.

La domanda inevitabile dopo aver chiarito cos’è l’economia circolare è quanto questa possa essere applicata al settore edile. Quanto, dunque, possa trasformarsi anche in edilizia circolare. La risposta è che un’integrazione non è soltanto possibile ma addirittura auspicabile, secondo principi più vasti legati a uno sviluppo sostenibile che sia al contempo economico, ambientale e sociale. In questo senso, dunque, nell’edilizia circolare i rifiuti non sono più tali, ma si trasformano in risorse, mentre gli scarti effettivi vengono quantitativamente abbattuti, e ridotti al minimo.

L’edilizia circolare per sua natura non si muove linearmente, ma anzi si oppone al concetto di economia lineare che ha guidato pressoché qualunque attività fino ad oggi: a partire dal momento della progettazione degli involucri edilizi sino alla loro produzione o prefabbricazione, per arrivare alla loro distribuzione, uso, manutenzione e utilizzo, ciò che viene scartato o dismesso dovrebbe essere il più possibile riciclato e rientrare a far parte della progettazione successiva, in un vero e proprio circolo virtuoso.

Lo sviluppo sostenibile è dunque applicabile anche in ambito costruttivo, ma ciò può avvenire soltanto grazie a un cambiamento profondo della nostra forma mentis: sarà quindi necessario approcciarsi alle materie prime e alle risorse non soltanto in modo più smart, ma anche più equo, per garantire ai nostri figli e nipoti le medesime possibilità che noi abbiamo oggi. Ecco perché l’edilizia circolare non porta al suo interno soltanto temi pratici, ma anche sociali, ambientali e persino economici! Il motivo è semplice: le risorse a nostra disposizione non sono illimitate, e vanno per questo sfruttate al meglio.

Così come per l’economia circolare in senso lato, anche l’obiettivo dell’edilizia circolare è garantire una condizione di benessere il più possibile diffusa e il più possibile sostenibile sul lungo periodo. Ci si baserà dunque su un modello che consuma le risorse naturali in modo più attento ed etico e che, al contempo, cercherà di minimizzare la produzione dei rifiuti, reimmettendo la maggior parte di essi nel ciclo produttivo.

Perché? Semplice: meno risorse si consumano, e meglio si consumano, meno rifiuti si producono.

In termini di edilizia circolare, le possibilità sono oggi numerose e interessano – come accennato poco sopra – ogni aspetto della creazione degli involucri edilizi, a partire dalla progettazione sino al loro smaltimento. Il cuore di questo nuovo modus operandi risiede sempre e comunque in un cambiamento profondo della concezione degli edifici.

Già nella fase progettuale la costruzione sarà quindi concepita per ridurre al massimo la produzione di rifiuti e per riassorbire il più possibile le materie prime al termine del loro ciclo di vita. Al contempo, gli edifici in edilizia circolare dovranno poter essere recuperati in modo sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale.

In termini pratici, ecco qualche caratteristica dell’edilizia circolare:

  • Favorisce l’utilizzo di materie prime naturali e rinnovabili
  • Progetta e realizza prodotti e soluzioni che possano essere riutilizzati o riciclati
  • Utilizza materiali normalmente scartati (anche da altri processi industriali: gomma, plastica, inerti, legno, isolanti, ecc.) per dare vita a nuovi prodotti
  • Offre a detriti e macerie da cantiere la possibilità di essere reimmessi nel ciclo produttivo
  • Incoraggia soluzioni tecnologicamente evolute per l’efficientamento energetico e dunque per una produzione più green di energia
  • Progetta costruzioni modulari o prefabbricate laddove possibile

L’edilizia circolare così concepita ha un obiettivo molto ambizioso che può effettivamente raggiungere: dare vita a manufatti di qualità, meno impattanti a livello ambientale, caratterizzati da un eccellente rapporto qualità/prezzo, e pensati per una vita più lunga – o una rigenerazione virtualmente continua.

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Schiavi Spa si aggiudica il bando Innodriver per l’innovazione tecnologica

Schiavi Spa si aggiudica il bando Innodriver per l’innovazione tecnologica

Schiavi Spa si è recentemente aggiudicata l’importante bando Innodriver. Il progetto, messo a disposizione della Regione Lombardia, nasce con l’obiettivo di supportare le piccole e medie imprese nell’acquisizione e nello sviluppo di servizi evoluti in termini di innovazione tecnologica, così come nei processi di brevettazione.

Innodriver è stato selezionato come best practice a livello regionale, dando vita a una sinergia tra fondi regionali e comunitari per favorire l’evoluzione delle imprese sul territorio. Originariamente, il progetto era stato presentato nel settembre 2018 nell’ambito di un incontro dei Direttori delle rappresentanze regionali a Bruxelles presenziato dalla Commissaria delle Politiche Regionali Corinna Cretu.

Schiavi Spa è orgogliosa di aver ottenuto un risultato tanto prestigioso, soprattutto in virtù del raggiungimento di un obiettivo triplice:

  • Stimolare l’innovazione tecnologica di processo e di prodotto all’interno delle aziende (misura A)
  • Accompagnare le PMI alla partecipazione a programmi di ricerca, sviluppo e innovazione europei (misura B)
  • Sostenere i processi finalizzati all’ottenimento di brevetti e modelli europei e internazionali (misura C)

È importante sottolineare che, per quanto riguarda la misura A, le PMI selezionate presentano progetti di reale innovazione tecnologica di processo e di prodotto, con il fine di incrementare produttività ed efficienza nel ciclo produttivo di bene e servizi, e di creare nuovi mercati progettando nuovi prodotti o aumentano la varietà di quelli esistenti.

 

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Splendore Anni Sessanta: il complesso residenziale e turistico sul Lago di Garda progettato dall’Arch. Rinaldo Scaioli

Splendore Anni Sessanta: il complesso residenziale e turistico sul Lago di Garda progettato dall’Arch. Rinaldo Scaioli

Cade proprio in questi giorni il quarto anniversario della morte del celebre architetto Rinaldo Scaioli, venuto a mancare nel gennaio del 2014 dopo una vita spesa al servizio dell’architettura – intesa come manifestazione tanto del funzionale quanto del “bello” nella sua concezione più ampia.

complesso-residenziale-turistico-sul-lago-garda-progettato-dallarch-rinaldo-scaioli Come è noto, l’architetto Scaioli ha sempre messo la propria competenza ed esperienza al servizio della collettività, non soltanto attraverso l’insegnamento (celebre è stata la sua lunga attività di docente alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano), ma anche con la realizzazione di svariati e sempre innovativi progetti pubblici e privati.

Ed è proprio della sua opera come progettista che vogliamo occuparci quest’anno, presentandovi con piacere un progetto che, dal 1962 al 1966, ha impegnato l’architetto nella realizzazione di uno splendido centro residenziale e turistico-alberghiero situato a Porto di Portese, sul Lago di Garda, a poca distanza da Salò.

L’intervento costruttivo, particolarmente interessante, prevedeva l’edificazione di unità per appartamenti collegate a una struttura comune che comprendeva non soltanto un vero e proprio albergo, un ristorante e uno snack bar per i bagnanti provenienti dalla vicina spiaggia, ma anche un locale notturno, una piscina destinata ai bambini, varia attrezzatura balneare, campi da tennis e persino un grazioso porticciolo.

Il progetto si inquadrava perfettamente nella vivacità culturale e nel boom economico tipico di quegli anni e si sviluppava su un’ampia striscia di terreno di circa 12mila metri quadrati, con un fronte lago di un’ottantina di metri. Il resto della superficie si addentrava invece all’interno di un pendio privo di vegetazione.

La costruzione dei tre edifici li vedeva scaglionati in profondità dal lago all’interno, senza alcuna sovrapposizione di visuale grazie alla peculiare disposizione altimetrica e planimetrica. Nella visione dell’architetto, gli edifici si alternavano in ampie zone verdi e fortemente piantumate, così da creare l’essenziale continuità tra manufatti urbani e natura circostante. Una tendenza oggi considerata normale e auspicata ma che, per l’epoca, poteva essere considerata quasi visionaria e certamente futurista.

La costruzione che si collocava più vicina al lago era quella che comprendeva l’albergo e i servizi generali, mentre le due successive erano relative a piccoli nuclei residenziali caratterizzati da una buona flessibilità d’uso.

Per quanto riguarda le camere dell’albergo, Scaioli le progettò prestando particolare attenzione a concept come vivibilità e usufruibilità, anche su spazi che potevano risultare limitati in termini dimensionali. Inoltre, i locali vennero tutti dotati di ampia loggia esterna così da garantire la migliore indipendenza visiva e, dunque, la privacy. La particolare morfologia delle camere e la loro aggregazione determinava il volume del primo edificio, integrato alla base dalla successione delle aree comuni condominiali e dai servizi, collocati a diretto contatto con la spiaggia.

Per quanto riguarda invece le unità situate a monte del centro residenziale e turistico-alberghiero, esse si definivano dall’aggregazione di nuclei caratterizzati, nuovamente, da una grande flessibilità d’uso dello spazio unitario. Il volume, articolato ma continuo, permetteva la loro unione laterale o trasversale determinando la particolare forma architettonica degli edifici.

Integrazione, fusione, comunicazione: concetti che, in questo progetto come nei precedenti che abbiamo esplorato con piacere nel corso degli ultimi quattro anni, da sempre hanno caratterizzato l’opera di un progettista capace di dare vita a soluzioni concretamente efficienti senza mai tralasciare la visione evolutiva di un futuro architettonico virtuoso e multidimensionale, orientato alla persona e che, con il tempo, si è effettivamente tramutato in un obiettivo reale per chiunque pratichi questa splendida professione.

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Schiavi Spa insignita del prestigioso Premio Impresa e Lavoro

Schiavi Spa insignita del prestigioso Premio Impresa e Lavoro

Schiavi Spa è stata recentemente insignita del prestigioso Premio Impresa e Lavoro, assegnato alle imprese e ai dipendenti delle province di Milano, Lodi e Monza e Brianza che si contraddistinguono per la loro longeva e pluriennale attività a favore dello sviluppo del sistema socio-economico dei territori di riferimento.

Il premio è stato riconosciuto alla nostra azienda e a sei dei suoi dipendenti dalla Camera di Commercio di Milano, Monza e Brianza e Lodi, e la cerimonia di consegna è fissata per il prossimo 1 luglio 2018 presso la Villa Reale di Monza (MB).

Si tratta della prima edizione di questo importante premio, che è il risultato di una sinergia di intenti tra le Camere di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi e che di fatto rappresenta una fusione dei precedenti riconoscimenti Milano Produttiva, Brianza Economica e Premio Fedeltà e Lavoro.

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Anche Dedalo, la rivista di Assimpredil, parla del Bollino BAQ ottenuto da Schiavi Spa

Anche Dedalo, la rivista di Assimpredil, parla del Bollino BAQ ottenuto da Schiavi Spa

Anche il sito di Dedalo Assimpredil Ance parla del Bollino per l’Alternanza di Qualità BAQ del quale, nelle scorse settimane, è stata insignita la nostra azienda. Ne avevamo già parlato in un blog post dedicato che potete rileggere cliccando qui.

Lo fa attraverso un interessante articolo pubblicato sul proprio sito ufficiale.

Dedalo sottolinea come il BAQ premi, di fatto, le imprese che si distinguono per la realizzazione di percorsi di Alternanza scuola-lavoro di elevata qualità, attivando collaborazioni virtuose con scuole secondarie di secondo grado e centri di formazione professionale.

Non solo: l’articolo riporta anche la dichiarazione in merito rilasciata dal Legale Rappresentante della nostra Impresa, Paolo Schiavi: “Un’esperienza formativa che unisce sapere e saper fare, che permette ai giovani di prendersi piccole responsabilità e grandi soddisfazioni, scoprendo se stessi in contesti lavorativi a contatto con persone più adulte, conoscendo meglio le proprie ambizioni e capendo come poterle realizzare. L’Alternanza è un valido stimolo, per chi sta uscendo non solo dalla scuola, ma anche dall’adolescenza, e propone a chi sta per concludere gli studi nella scuola superiore risposte a interrogativi sul poi, frequenti e a volte irrisolti”.

Per leggere l’articolo completo direttamente sul sito di Dedalo è sufficiente cliccare qui.

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Su GoPillar il nostro contest per la riqualificazione di un edificio commerciale a Bellusco (MB): ecco come partecipare

Su GoPillar il nostro contest per la riqualificazione di un edificio commerciale a Bellusco (MB): ecco come partecipare

I professionisti del design e dell’architettura hanno l’opportunità di partecipare al nostro interessante progetto di riqualificazione di un edificio commerciale a Bellusco, in provincia di Monza e Brianza. Al fine di offrire a tutti la possibilità di proporre il loro intervento, abbiamo dato vita a un contest dedicato sulla nota piattaforma GoPillar.

Come funziona?

GoPillar mette a disposizione delle aziende e dei privati una piattaforma dedicata che offre l’opportunità, ai professionisti, di presentare i propri progetti per il rinnovamento o il design ex novo di qualunque tipologia di spazio. Si tratta di veri e propri contest di progettazione che, più di tutto, si focalizzano sulla capacità degli specialisti di mettere a fuoco progetti originali, innovativi, unici e fortemente caratterizzanti del loro talento.

Il contest che noi di Schiavi Spa mettiamo a vostra disposizione riguarda la qualificazione estetica di un edificio commerciale destinato al terziario e localizzato a Bellusco. Nello specifico, desideriamo ricevere dai designer le loro migliori proposte in termini di rinnovamento del “look” dei fronti dell’edificio, attualmente privi di personalità architettonica.

L’obiettivo di questo progetto di riqualificazione è dunque quello di rendere le facciate dell’edificio più moderne e accattivanti, più attraenti per l’occhio dell’osservatore esterno e dunque più consone a un’attività commerciale al dettaglio.

Chiarezza, forte riconoscibilità dell’edificio e identità unica sono le prerogative del progetto.

Per presentare le vostre idee, non dovrete fare altro che iscrivervi alla piattaforma GoPillar, che già attualmente ospita centinaia tra i migliori professionisti di tutto il mondo: architetti, interior designer, ingegneri, arredatori, industrial designer e, in generale, talenti che desiderano mettere a disposizione la loro visione tecnica e creativa per progetti di ogni tipologia.

Per registrarvi e partecipare al nostro contest non dovrete fare altro che cliccare qui e procedere segnalando di essere un designer. Questo vi permetterà di diventare parte della community e di individuare in modo pratico e veloce il nostro progetto direttamente sulla piattaforma.

Aspettiamo i vostri progetti di riqualificazione!

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Residenza Antica Fornace a Carnate (MB): prende vita la nuova Palazzina

Residenza Antica Fornace a Carnate (MB): prende vita la nuova Palazzina

È finalmente iniziata la costruzione della nuova Palazzina presso l’apprezzata Residenza Antica Fornace, a Carnate (MB). Splendida la location, collocata nel territorio del Vimercatese e prossima ai principali servizi e arterie di collegamento alle città di Lecco, Bergamo, Monza e Milano. Al contempo, Residenza Antica Fornace garantisce un’oasi di assoluta pace a coloro che cercano rifugio fuori dal perimetro delle metropoli, e desiderano costruire il proprio futuro in un ambiente di assoluta bellezza naturale.

Residenza Fornace è, in questo senso, letteralmente immersa nel Parco del Molgora e affacciata sul noto borgo di Montevecchia, considerato la perla della Brianza grazie ai suoi noti terrazzamenti vinicoli e allo splendido santuario medievale della Beata Vergine del Carmelo.

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La nuova Palazzina attualmente in costruzione conferma i criteri di eccellenza che Schiavi Spa considera prioritari per ogni suo progetto: tanto in termini progettuali che costruttivi, offriremo ai nostri clienti una struttura residenziale orientata a un concreto risparmio energetico grazie a soluzioni altamente tecnologiche totalmente integrate nell’architettura di look tradizionale che abbiamo scelto per la Residenza, cosicché si inserisse in modo armonico nel contesto circostante. Ricordiamo che, pur rispettando i più moderni criteri di ecosostenibilità e presentando una certificazione energetica in classe A, Residenza Antica Fornace si presenta come un borgo di estetica ispirata alle tipiche costruzioni del territorio. Circondata da uno splendido parco verde completamente attrezzato e “decorata” stilisticamente dalla presenza della vecchia ciminiera, qui mantenuta a memoria storica dell’originario insediamento manifatturiero, la Residenza presenta, all’interno di tutte le palazzine inclusa quella in realizzazione, soluzioni abitative di qualità e tecnologia assolute.

Impianto di riscaldamento e raffrescamento con pannelli radianti a pavimento, funzionante con l’ausilio di impianti di ultima generazione del tipo acqua-aria, impianto di deumidificazione, serramenti in legno massello con vetro stratificato sono le soluzioni proposte in ogni appartamento della Residenza.

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La Palazzina metterà a disposizione venti appartamenti di varia metratura, tutti progettati per offrire un’eccezionale funzionalità degli ambienti, massima luminosità e ariosità naturali e attenzione assoluta ai dettagli. Dai graziosi e signorili bilocali con portico e giardino di proprietà fino agli eleganti trilocali con doppi servizi e doppi balconi, per arrivare ai quadrilocali in duplex perfettamente organizzati e agli spettacolari attici collocati al secondo piano della struttura.

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In conclusione, gli esperti interior designer di Schiavi Spa mettono a disposizione dei futuri abitanti anche la loro competenza per quanto riguarda la strutturazione e l’arredo degli spazi interni, con soluzioni completamente personalizzate sulle esigenze del singolo nucleo abitativo, tanto a livello estetico quanto a livello funzionale.

Contattate subito il nostro team e prendete un appuntamento per una visita dedicata presso il cantiere e la Residenza: i nostri tecnici saranno lieti di offrirvi informazioni dettagliate sulla casa dei vostri sogni.

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Confindustria assegna a Schiavi Spa il prestigioso BAQ

Confindustria assegna a Schiavi Spa il prestigioso BAQ

Confindustria ha recentemente assegnato a Schiavi Spa il prestigioso BAQ, il Bollino per l’Alternanza di Qualità: si tratta di un riconoscimento particolarmente importante, perché testimone della qualità Schiavi Spa nel fare impresa, oltre che nella sua attenzione al tema della formazione e della crescita dei giovani.

Schiavi Spa, costantemente impegnata in un’opera di miglioramento virtuoso sia relativo alle soluzioni costruttive proposte ai propri clienti, sia in termini di qualità dei rapporti umani costruiti con i propri collaboratori e potenziali tali, è particolarmente orgogliosa di essere stata insignita di un premio tanto rilevante. Più di tutto, il BAQ viene infatti rilasciato alle imprese che si distinguono per la realizzazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro di elevata qualità, attraverso collaborazioni di alto valore aggiunto con scuole secondarie di secondo grado e centri di formazione professionale.

Secondo quanto comunicato dalla stessa Confindustria, il BAQ è il simbolo della valorizzazione dell’impegno delle imprese nella formazione delle nuove generazioni di professionisti. Il bollino ha validità annuale ed è riconosciuto sulla base delle attività svolte durante l’anno scolastico di riferimento. L’obiettivo di queste relazioni è, naturalmente, quello di favorire la partnership tra scuola e impresa, elevare la qualità dei percorsi formativi e dare vita a condizioni reali per migliorare l’occupabilità dei giovani.

Al BAQ ottenuto dalla nostra azienda sarà dato particolare risalto nel prossimo numero di Dedalo, la nota rivista bimestrale distribuita da Assimpredil Ance.

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