La validità della detrazione fiscale legata al provvedimento Sismabonus, che rimarrà attivo nei termini attuali almeno fino alla fine del 2020, punta nuovamente l’attenzione sull’importanza della fase preliminare agli interventi, essenzialmente legata alla corretta diagnosi strutturale dell’edificio, ossia alla valutazione del suo effettivo rischio sismico.

È facile comprendere quanto importante sia questa procedura alla luce degli interventi previsti dal progetto, e come proprio la diagnosi strutturale rappresenti la condizione chiave perché un edificio si dimostri effettivamente antisismico, e quindi sicuro per le persone.

Chi richiede la diagnosi strutturale degli edifici?

Partiamo da un presupposto importante: la vulnerabilità sismica degli edifici corrisponde alla predisposizione di una costruzione a subire danni a seguito di agenti esterni particolarmente violenti, come ovviamente sono i terremoti.

Attraverso la diagnosi strutturale degli edifici, è possibile valutare la vulnerabilità sismica di un edificio intesa quale probabilità di danno nel caso di terremoti a media o alta intensità, e contestualmente la sicurezza della costruzione per cose e persone.

I recenti eventi sismici che hanno colpito, in meno di vent’anni, diverse regioni italiane (Emilia, Molise, Abruzzo, Marche, Umbria, Lazio) hanno innalzato in modo notevole il livello di sensibilità collettiva nei confronti di questo tema, sia per quanto riguarda gli edifici pubblici che privati.

Dal momento che la vulnerabilità degli edifici può portare a conseguenze drammatiche, è più che mai importante intervenire a priori su strutture vetuste o mal progettate, oppure realizzate con materiali di scarsa qualità, o ancora che non sono state mantenute correttamente nel corso del tempo. Ecco perché la diagnosi strutturale degli edifici è così importante: perché consente di risolvere il problema prima ancora che si generi il danno.

Chiunque può richiedere questo tipo di analisi, tuttavia i principali attori interessati alla diagnostica strutturale rientrano in tre categorie principali:

  • Gli amministratori di condominio, che devono poter garantire ai condomini informazioni certe in merito alla sicurezza dell’edificio in cui abitano.
  • Chi desidera accedere al Sismabonus o a vantaggi fiscali analoghi, poiché è tenuto a certificare sismicamente il fabbricato.
  • La Pubblica Amministrazione, laddove voglia poter verificare la sicurezza di strutture ed edifici pubblici.

Dal punto di vista strettamente legislativo, è bene tenere in considerazione l’aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al D.M. 17 gennaio 2018 e la relativa Circolare del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 7 del 21 gennaio 2019. Tali norme puntano moltissimo alla caratterizzazione dei materiali utilizzati in ambito costruttivo per verificare già a monte la vulnerabilità delle strutture.

Proprio in funzione delle nuove disposizioni di legge, la diagnostica preliminare degli edifici in ambito antisismico è diventata sempre più cruciale nel settore delle costruzioni, specialmente in funzione di obiettivi imprescindibili come sicurezza e prevenzione.

Edifici antisismici: fondamentale valutare la qualità delle strutture e le relative resistenze

La diagnosi strutturale di un edificio consiste essenzialmente nell’attuazione di una serie di prove e test che hanno lo scopo di caratterizzare la qualità della struttura e la sua effettiva resistenza nella fase di cosiddetto “stato di fatto”, ossia prima che il progetto antisismico abbia effettivamente inizio.

Le prove possono essere di diversa tipologia, e saranno definite dal professionista o dall’azienda specializzata chiamata ad attuarle. Potranno includere prove su campioni prelevate in situ, magnometrie, analisi termoigrometriche, carotaggi, mappature del potenziale di corrosione, prove di carbonatazione o di compressione su campioni cubici e cilindrici. E ancora, indagini videoendoscopiche, diagnosi strutturali tramite termografia, pacometrie, indagini ultrasoniche e sclerometriche, e una serie di prove di carico e controlli dinamici.

Va poi precisato che, parallelamente alle diagnosi strutturali con indagini conoscitive classiche, sempre più vengono utilizzati approcci più evoluti quale il monitoraggio dinamico dell’edificio, che attraverso l’utilizzo di una rete di accelerometri permette di comprendere e acquisire le vibrazioni cui è sottoposta la costruzione. Si tratta di una tecnica puntuale, precisa e non invasiva che può essere condotta in aggiunta a molte altre indagini.

In linea di massima, è sempre bene sottolineare che conoscere qual è il rischio sismico esatto di un’abitazione o più genericamente di un edificio è molto importante anche solo in termini di sensibilizzazione, poiché il proprietario della costruzione potrà in questo modo decidere di intraprendere per tempo le dovute misure cautelative attuando gli interventi di miglioramento sismico più adeguati.

Maggiore è la quantità di informazioni che si hanno a disposizione in merito alla reale capacità dissipativa di una struttura, minori e più mirate saranno le risorse da investire per ottenere un miglioramento sismico concreto.